Lavori Pubblici

Tav, si stringe sulla riqualificazione

Filomena Greco

Insediata ieri la task force del ministero delle Infrastrutture per la Torino Lione, ora si lavora per fissare i passaggi politico-amministrativi necessari a completare l'iter autorizzativo dell'opera e blindare le risorse destinate al territorio.
Punto numero uno, la ratifica dell'accordo internazionale Italia Francia sulla Torino-Lione. Serve un disegno di legge e l'approvazione del Parlamento, ma in ogni caso, come annunciato dal ministro Maurizio Lupi, il ddl è stato messo a punto e sarà all'ordine del giorno di uno dei prossimi Consigli dei ministri, poi il passaggio in aula per l'approvazione.
Punto numero due, la definizione delle compensazioni, o meglio delle opere di riqualificazione del territorio. Si tratta di un tema sensibile e, allo stesso tempo, di un banco di prova per il nuovo esecutivo. Il dossier è aperto da mesi, al momento conta sui primi dieci milioni previsti dal Cipe – 2 milioni sul 2013, altri 4 rispettivamente sul 2014 e sul 2015 – ma in totale dovrebbe valere 150 milioni (il 5% della quota a carico dell'Italia per la realizzazione del tunnel di base, della stazione internazionale di Susa e dei raccordi con la linea storica, 2,9 miliardi).

Idee e ipotesi non mancano: la Provincia e l'Osservatorio guidato dal commissario Mario Virano stanno completando il progetto incentrato sul tema della Valsusa come Smart Valley. Molto si è discusso anche della possibilità di istituire una zona franca per attirare investimenti e insediamenti produttivi. Resta dunque da definire nel concreto quali interventi realizzare e secondo quali priorità. E come affiancare gli enti locali nella fase dei cantieri, a cominciare dalla necessità di poter uscire dal Patto di stabilità per poter garantire ai Comuni interessati la realizzazione degli interventi. «Il primo obiettivo – ha ribadito l'assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino – è portare al Cipe un cronoprogramma di interventi sul territorio con le relative risorse, così da avere la copertura finanziaria». Secondo Stefano Esposito, vicepresidente Pd della Commissione Trasporti al Senato, «sarà necessaria una legge ad hoc per la Valsusa. Ho definito una bozza che condividerò con il mio partito, per garantire uno strumento efficace di gestione degli interventi e delle risorse, che dovrebbero essere messe a disposizione subito e non in base all'avanzamento dei lavori».

Compito dell'organismo – di cui fanno parte Regione Piemonte, Provincia di Torino, i Comuni di Torino, Susa, Bussoleno e Chiomonte, il commissario del Governo Mario Virano, sotto il coordinamento del direttore della Struttura tecnica di missione del ministero, Ercole Incalza – sarà dunque di fare una ricognizione delle esigenze provenienti dal territorio, di coordinare la comunicazione tra le istituzioni pubbliche coinvolte e, soprattutto, riferire ogni 60 giorni al Cipe sullo stato di avanzamento degli interventi, in modo da garantire la continuità dei flussi finanziari.
Intanto oggi riprende in Valsusa la mobilitazione del Movimento No Tav. «Se pensano di intimorirci con le loro dichiarazioni roboanti si sbagliano. Noi a Chiomonte continueremo ad andarci – scrive il Movimento in un comunicato diffuso ieri – e inizieremo da venerdì (oggi, ndr) con l'inizio della tre giorni di campeggio, che è un anticipo della lunga estate di lotta che il movimento no tav sta organizzando».

La discussione intorno all'Alta velocità ha riaperto il dibattito sulla realizzazione del Ponte sullo tretto di Messina: «Tav e ponte sono entrambe opere prioritarie e strategiche di livello europeo e rappresentano un'opportunità di sviluppo» ha sottolineato ieri mattina il presidente della Commissione Lavori pubblici Altero Matteoli. A stretto giro la risposta di Vincenzo Fortunato, commissario liquidatore della concessionaria costituita nel
1981 per realizzare l'opera: «La macchina per la liquidazione della Società è avviata e, a norma di legge, non può essere fermata». Un passaggio a cui Matteoli ha risposto dicendo: «Di irreversibile, come è chiaro a tutti, non c'è nulla».


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