Lavori Pubblici

Lupi: piano di 100 giorni per il lavoro. Grandi opere, manutenzioni stradali e bonus 55% le priorità del neo ministro

Giorgio Santilli

Parla il ministro delle Infrastrutture: «Tav avanti, priorità alle compensazioni». In arrivo una task force ministeriale per rispettare gli impegni

Una task force ministeriale posta sotto la «struttura di missione» guidata da Ercole Incalza per riportare al ministero delle Infrastrutture monitoraggio e vigilanza del progetto Tav, con particolare attenzione alle «opere di compensazione territoriale». L'approvazione immediata in Consiglio dei ministri del disegno di legge per la ratifica dell'accordo Italia-Francia «per riportare il dibattito sull'opera nella sede legittima del Parlamento, dare spazio a posizioni anche molto critiche e verificare alla fine se il progetto può contare su una maggioranza ampia e solida». La conferma che le risorse, 2.930 milioni di euro, ci sono tutte «e anche i dieci milioni per partire sono stati rimodulati per garantire continuità di finanziamenti». La volontà di sostenere, «con una corsia preferenziale in Parlamento», il disegno di legge sul débat public, inserito nell'ambito delle riforme istituzionali, «perché non si deve criminalizzare mai la contestazione di un'opera pubblica, ma si deve inserire in un dibattito, anche aspro, al termine del quale ci deve essere il momento della responsabilità e della decisione».

Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, è subito alle prese con il dossier Tav, ma parla anche della «priorità lavoro» e dello «sviluppo sostenibile», annunciando un piano dei 100 giorni per creare occupazione nell'edilizia: accelerazione delle grandi opere cantierate e cantierabili, fondo revoche per spostare risorse dalle opere ferme a quelle cantierabili, piano straordinario di manutenzione Anas da 600-700 milioni per ponti e viadotti, avvio immediato del piano di manutenzione scuole da 700 milioni, proroga dei bonus fiscali 50 e 55% per risparmio energetico e ristrutturazioni edilizie, traduzione in legge dell'accordo Abi-Ance per il rilancio dei mutui-casa, utilizzo degli sgravi fiscali per favorire la partecipazione dei privati alle infrastrutture. Quanto all'authority per i trasporti, «è una priorità» e vedrà oggi stesso Enrico Letta per le nomine.

Ministro Lupi, partiamo dalla Tav. Cosa replica il Governo agli eventi di questi giorni?
Il primo messaggio è che l'opera va avanti. L'intervento non è di interesse locale ma un'opera strategica inserita nelle priorità europee. Lo Stato ci ha messo 2.930 milioni di euro per poi poter ratificare il trattato Italia-Francia. Lo Stato c'è. Il secondo messaggio è che la Tav ha assunto un ruolo simbolico della lotta contro le grandi opere. Abbiamo imparato molto in questi anni, anzitutto che non si realizza una grande opera senza un confronto pubblico, critiche, anche contestazioni aspre dei territori. Il progetto del 2003 è cambiato moltissimo proprio grazie a questo confronto. Ma quando lo Stato assume una decisione a larga maggioranza su un'opera così, la realizzazione non può più essere messa in discussione. Le minoranze continueranno a essere da stimolo per il mantenimento degli impegni, per esempio sulle opere compensative e sul rispetto ambientale. Ovviamente le minoranze violente e i delinquenti sono un'altra cosa e vanno solo condannati.

Cosa deciderete sulla Tav per dare concretezza a questi segni?
Domani decideremo la creazione di una task force ministeriale sotto la «struttura tecnica di missione» che è la cabina di regìa della legge obiettivo. È risultato fondamentale tenere la Tav dentro la legge obiettivo per andare avanti. La task force, dove siederanno Regione, sindaci, il commissario Virano, avrà grande attenzione alle compensazioni territoriali. La sfida vera che hanno davanti le istituzioni e il Governo Letta in questo momento è quella dei fatti, soprattutto in una fase eccezionale come questa. Pragmatismo. E il primo impegno per la credibilità dello Stato è di mantenere gli impegni assunti.

Porterete in Parlamento la ratifica dell'accordo Italia-Francia del 1991?
Il disegno di legge è stato già messo a punto dai ministeri degli Esteri e delle Infrastrutture. Lo porteremo a uno dei Consiglio dei ministri subito successivo a quello di venerdì. A quel punto ci sarà un dibattito in Parlamento, credo sia la sede giusta per riprendere il confronto, per ascoltare critiche anche radicali ma legittime al progetto e per valutare al tempo stesso se c'è una maggioranza ampia e solida a favore dell'opera.

Cosa ci sarà nel suo piano per i primi 100 giorni?
Il seminario in abbazia serviva a coordinare le politiche di ogni singolo ministero rispetto a un unico obiettivo indicato dal presidente Letta, lavoro. Sarà quindi anche l'obiettivo della mia politica in queste prime settimane, insieme a un secondo tema strategico, che è quello dello sviluppo sostenibile.

Quale sarà il contributo del ministero delle Infrastrutture al lavoro e qual è l'orizzonte temporale di questi primi interventi?
Penso che un primo provvedimento lo faremo per fine maggio. Ma prima ancora che fare leggi occorre utilizzare tutte le disponibilità per agire in via amministrativa e cantierizzare ciò che è pronto.

In quale direzione guarderete?
Se vogliamo accelerare la spesa, anche verificando gli stati di avanzamento lavori, dovremo necessariamente puntare sulle grandi opere, cantierate e cantierabili. Bisogna spostare risorse da opere ferme, bloccate, ancora non cantierabili a opere cantierabili e questo potrebbe passare anche per un «fondo revoche», gestito d'intesa con le Regioni. Dobbiamo spendere risorse esistenti, come i 9 miliardi delle Fs, per accelerare gli interventi partendo dalle manutenzioni. Sto lavorando anche a un piano Anas da 600-700 milioni per la manutenzione straordinaria di viadotti e ponti. Ci sono 700 milioni da sbloccare subito per la manutenzione delle scuole. E c'è il piano di manutenzione del suolo di competenza del ministero dell'Ambiente.

Oltre l'emergenza, cosa ha in mente?
L'altra leva su cui agire è quella fiscale per favorire la partecipazione dei privati: ci sono buone leggi fatte dal precedente governo sulla defiscalizzazione, si tratta di far partire alcune opere e semmai correggere quel che non funziona.

Leggi buone, dice Lei, ma forse incomplete: le pare accettabile un credito di imposta solo per opere sopra 500 milioni?
Conosco il problema e penso che lì potremo intervenire con quel tipo di correzioni mirate di cui parlavo. Ma bisogna cominciare a fare.

Nello sviluppo sostenibile ci sono anche i bonus fiscali del 55 e del 50 per cento?
Il tema della casa e della riqualificazione delle città è centrale in questo capitolo. La proroga degli incentivi per il risparmio energetico e per le ristrutturazioni edilizie è all'esame della Ragioneria e mi auguro che si tenga conto anche di quanto rientra al fisco da questi incentivi che per altro vanno allargati a interventi di prevenzione antisismica.

E per le città?
Dobbiamo far partire un nuovo grande piano per lo sviluppo delle città che tenga conto anche di alcuni strumenti sperimentati di recente, come il piano città del precedente governo, ma che sia più complessivo e tiri le fila di tutti gli interventi in questo ambito. Dobbiamo riuscire dove il piano città non è riuscito, anche in termini di risorse.

Pensate di dare seguito anche all'accordo Abi-Ance per la ripresa dei mutui-casa?
È un buon lavoro, avviato soprattutto per la spinta del mio predecessore, Corrado Passera. A questo accordo penso sia corretto dare forza di legge.

La liquidazione della Stretto di Messina è una decisione definitiva?
Il mio giudizio non è cambiato, penso con Ciucci che quella sia un'opera strategica per il Sud, ma questo non è il mio governo, è un governo di coalizione e bisogna avere un atteggiamento pragmatico. Non credo sia il caso di riaprire quella discussione. Mi auguro che si siano verificate tutte le conseguenze di quella decisione, anche in relazione ai soggetti privati.

Nel provvedimento di venerdì sull'Imu terrete conto anche delle esigenze delle imprese?
È un provvedimento simbolo ed è quindi necessario che siano mandati segnali importanti in varei direzioni. Per questo abbiamo sollevato una serie di questioni relative a questioni specifiche ma non trascurabili, come i proprietari di casa in cooperative a proprietà indivisa, che non possono restare fuori dall'esenzione, la tassazione sui capannoni agricoli e industriali, l'esenzione Imu sull'invenduto per tre anni che è diventato un problema serio, come dimostrano i dati sul mercato immobiliare.


© RIPRODUZIONE RISERVATA