Lavori Pubblici

Nei primi 4 mesi del 2013 mercato crollato dell'80%

Il prossimo 31 maggio si svolgerà a Palermo una manifestazione regionale unitaria dell'intero settore delle costruzioni edili. Ad organizzarla saranno le associazioni imprenditoriali Ance Sicilia, Aniem Sicilia, Cna Costruzioni e Legacoop e i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil (a seguito delle decisioni assunte durante un incontro svoltosi presso l'Ance Sicilia), in contemporanea con analoghe iniziative che si svolgeranno quel giorno in tutte le regioni italiane.

Nell'Isola, in particolare, si intende protestare anche contro l'atteggiamento di incomprensibile indifferenza del governo regionale nei confronti della gravissima crisi del comparto edile che ha già mietuto oltre 50 mila posti di lavoro in quattro anni e che vede ogni mese perderne in media più di 1.500 dall'inizio del 2013. Obiettivo è, dunque, sollecitare il governo Crocetta ad adottare nuove e diverse politiche per lo sviluppo.

Al progressivo fermo di cantieri avviati precedentemente si aggiunge il peggioramento del mercato delle nuove infrastrutture registrato nel primo quadrimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2012: è stato posto in gara il 30% in meno di opere per un importo più che dimezzato (-56,84%).

Il confronto fra i primi quadrimestri degli ultimi sei anni evidenzia che, se all'inizio del 2007 furono bandite 432 gare per un importo di 402 milioni di euro, da gennaio ad aprile di quest'anno sono stati pubblicati 80 bandi per appena 94,5 milioni di euro, con un crollo di oltre l'80% del mercato.

Di fronte a tale situazione – osservano associazioni d'impresa e sindacati – la Regione non interviene né per sbloccare cantieri fermi né per finanziare nuove infrastrutture, dimostrando di non comprendere che, in particolare nella nostra Isola, la ripresa dell'economia passa anzitutto dagli investimenti pubblici nel settore delle costruzioni.

Anche riguardo ai pochissimi impegni assunti per la categoria, nulla ha fatto finora il governo regionale che, anzi, con la Legge di stabilità appena approvata dall'Ars, ha sottratto risorse ad importanti opere prossime all'appalto e ha aumentato la pressione fiscale sulla produzione dei materiali utilizzati in edilizia.

Imprese e sindacati continuano ad essere convinti – ed in questo confortati dal metodo partecipativo previsto dall'art. 12, comma 3, dello Statuto della Regione siciliana - che in democrazia debbano prevalere il dialogo e il confronto rispetto alla piazza e non vogliono vedersi costretti ad adeguarsi ai metodi populistici che finora hanno premiato altre categorie sociali.


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