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Inchiesta Axsoa, l'Authority: «Cessioni di ramo d'azienda punto critico della qualificazione»

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I finanzieri del nucleo speciale tutela dei mercati hanno perquisito oggi gli uffici dell'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica tempo fa su un giro di irregolari attestati prodotti dalla stessa Axsoa necessari per partecipare a gare di pubblici appalti.

A quanto si apprende, i finanzieri hanno anche perquisito le abitazioni e i luoghi di lavoro di due ex dirigenti dell'Authority di Via Ripetta.

L'indagine svolta dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pubblico ministero Giancarlo Cirielli ha portato il 18 aprile scorso all'esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare che hanno determinato provvedimenti a carico dei responsabili della Axsoa alla quale si contesta di aver esercitato illecitamente la funzione di certificazione dei requisiti necessari alle imprese per partecipare ai concorsi di appalto. L'accusa di cui sono chiamate a rispondere le persone coinvolte sono l'associazione per delinquere, la corruzione, il falso in atti pubblici».

Tra le persone arrestate il titolare Mario Calcagni, marito dell'attrice di programmi televisiva Raffaella Bergé, che a sua volta era finita agli arresti domiciliari e che nei giorni scorsi ha ottenuto la libertà con l'obbligo periodico di firma del registro dei sorvegliati. Le perquisizioni disposte oggi e affidate al nucleo della Finanza sono state disposte sulla base di quanto dichiarato da un imprenditore calabrese, Luigi Napoli, che ha denunciato rapporti privilegiati tra Calcagni ed esponenti dell'Autorità di vigilanza.

L'Authority di via Ripetta ha tenuto a precisare che «già nella relazione annuale al Parlamento nel 2008 (l'Atorità di vigilanza, ndr) aveva evidenziato che: "Le cessioni di ramo d'azienda continuano a costituire un punto critico del sistema di qualificazione. Molto spesso il meccanismo consente la rigenerazione dei requisiti posseduti da imprese che, per esaurimento del ciclo di attività, per motivi fiscali, amministrativi o penali, risultano oramai fuori dal mercato, con la conseguenza della nascita di imprese prive di know-how aziendale, definibili quali "scatole vuote", che acquisiscono unicamente il diritto ad utilizzare certificati di esecuzione lavori"».

«Solo dal 2011 - prosegue la nota dell'Autorità di vigilanza sugli appalti - vige la norma che impone la previa perizia giurata sui trasferimenti aziendali, ma l'AVCP, dopo aver imposto alle SOA - con il comunicato n. 78 del 5 febbraio 2013 - l'obbligo di inviare le perizie giurate, ha riscontrato che anche questo strumento è inidoneo a prevenire il fenomeno delle cessione fittizie. È in preparazione una segnalazione a Governo e Parlamento per contenere le operazioni di trasferimento aziendale con apposita disposizione normativa».

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