Lavori Pubblici

Il deprezzamento di metalli e infissi traina al ribasso il costo di costruzione delle residenze

Massimo Frontera

A marzo il costo di un fabbricato residenziale tipo ha subito un calo congiunturale dello 0,2% e un aumento tendenziale dello 0,8 per cento

A marzo scorso l'indice del costo di costruzione di un fabbricato residenziale tipo monitorato dall'Istat ha fatto registrare un calo dello 0,2% rispetto al mese precedente e un aumento dello 0,8% rispetto a marzo 2012. Lo dice l'Istat in una nota diffusa il 9 maggio (link ).

Il calo congiunturale rappresenta il picco record negativo. Se infatti si guarda indietro, nessuno dei cinque cali congiunturali registrati tra il febbraio 2012 e il marzo 2013 (giugno, luglio, agosto e novembre 2012, oltre a marzo 2013) ha mai raggiunto quota -0,2 per cento.

Il dato rappresenta un brusco contraccolpo rispetto a quanto registrato appena un mese fa, quando a febbraio si era registrato un incremento congiunturale del +0,3% e un incremento tendenziale dell'1 per cento.

«I contributi maggiori alla crescita tendenziale dell'indice - riferisce sempre la nota dell'istituto di statistica - vengono dai gruppi di costo della mano d'opera (+0,4 punti percentuali) e dei materiali (+0,3 punti percentuali).

Per quanto riguarda invece la variazione congiunturale, l'Istat spiega che «Nel mese di marzo 2013 gli indici per gruppo di costo registrano, rispetto al mese precedente, una diminuzione dello 0,5% per i Materiali, mentre rimangono invariati i costi della Mano d'opera, dei Trasporti e dei Noli».

«Rispetto al corrispondente mese del 2012 - aggiunge sempre il comunicato - il costo della Mano d'opera aumenta dello 0,9%, quello dei Materiali dello 0,5%, quello dei Trasporti dello 0,6% e quello dei Noli dell'1,2%».

Guardando al singolo paniere dei materiali, «le diminuzioni congiunturali maggiori riguardano le categorie dei metalli (-2,5%) e degli infissi (-0,8%). In termini tendenziali, gli incrementi più ampi si registrano per impermeabilizzazioni, isolamento termico (+3,2%) e laterizi e prodotti in calcestruzzo (+3,0%). La diminuzione più ampia si rileva per i metalli (-7,9%)».

Leggi il comunicato dell'Istat (link )


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