Lavori Pubblici

Buzzetti: continuità ai pagamenti per aprire subito i cantieri

Giorgio Santilli

Nei primi cento giorni vanno approvate misure per far ripartire la crescita e rimettere in moto l'edilizia, che da noi è stato il settore più penalizzato mentre altrove ha avuto una funzione anticiclica


«Non possiamo che esprimere soddisfazione per la rielezione del presidente Napolitano e per la formazione del governo Letta che mettono fine a un lungo periodo di incertezza. Ma non c'è più tempo da perdere e già nei primi cento giorni vanno approvate misure per far ripartire la crescita e rimettere in moto l'edilizia, che da noi è stato il settore più penalizzato mentre altrove ha avuto una funzione anticiclica». Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, l'associazione dei costruttori, chiede per l'edilizia «un posto centrale» nella prima manovra per la crescita del governo, convinto che dal settore possa venire il detonatore per far ripartire subito la macchina.

Qual è la prima misura da adottare?
Serve un pacchetto immediato di misure ma la prima cosa da fare è completare bene il provvedimento sui pagamenti della Pa alle imprese che costituisce una boccata di ossigeno per le imprese. Bisogna correggere alcuni aspetti: pagare tutto il pregresso come dice il vicepresidente della commissione Ue Tajani e soprattutto evitare un nuovo blocco di pagamenti nel 2014. Bisogna garantire continuità di pagamenti in futuro ed evitare sia il crearsi di un nuovo stock di debiti pregressi sia un blocco dei nuovi investimenti. In attesa che passino le elezioni tedesche e si possa ridiscutere a fondo la politica Ue, bisogna allentare subito il patto di stabilità interno e garantire attraverso questa strada nuovi investimenti.

Cos'altro deve esserci nel pacchetto per i primi cento giorni?
A noi le singole posizioni partitiche sull'Imu non interessano ma certo il tema del carico fiscale eccessivo sulla casa va affrontato. A parte l'intollerabilità dell'Imu sull'invenduto, per cui stiamo adottando anche azioni legali specifiche, quell'imposta ha avuto più in generale un effetto psicologico deprimente sul mercato immobiliare: una vera patrimoniale imposta senza tenere minimamente conto dei redditi delle famiglie. In tema di casa, dobbiamo anche trovare una soluzione al crollo dei mutui nell'ultimo anno.

Avete il tavolo con Abi e Cdp per il lancio di nuovi covered bond bancari il cui ricavato finisca esclusivamente a finanziare mutui casa alle famiglie. Ci si aspettava da tempo una conclusione positiva.
Si attende il nuovo governo per dare a quelle misure un'operatività. Ma ora anche Draghi ha annunciato un sostegno a forme di finanziamento a Pmi e famiglie. Potrebbe essere quindi direttamente la Bce, ancora più che la Cdp, a sottoscrivere i casa-bond emessi dalle banche.

Lei parla di sblocco immediato di nuovi investimenti. A quali opere pensa?
In prima battuta a quei lavori che possono essere realizzati subito. Piccole opere e manutenzione del territorio. Penso al piano per le scuole, su cui abbiamo dato una disponibilità a una partecipazione privata nel finanziamento insieme alle risorse pubbliche. Bisogna anche realizzare alcune grandi opere, c'è da spendere i famosi 30 miliardi del Cipe e c'è da far decollare il piano città cui teniamo moltissimo. Ma sono cose che dovremo fare in seconda battuta. Ora bisogna aprire subito i cantieri e dare continuità ai pagamenti»


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