Lavori Pubblici

Expo, pronto il decreto per Sala commissario: opere a rischio senza deroga al patto di stabilità

Sara Monaci

Arriverà tra oggi e lunedì il decreto con la nomina: il potere di deroga riguarderanno anche le opere di altre stazioni appaltanti indicate nella legge speciale

Il Dpcm è pronto, manca solo una firma del premier Enrico Letta, che di fatto ne ha già condiviso i contenuti. Non ci dovrebbero dunque essere sorprese: probabilmente già da oggi (o tra pochi giorni) il commissario unico per Expo 2015 sarà l'amministratore delegato della società di gestione, Giuseppe Sala. È la conclusione (logica) del tortuoso percorso delle nomine dell'esposizione di Milano.

Il nuovo Dpcm ripropone sostanzialmente i poteri già concessi in precedenza al commissario straordinario. Quindi: funzioni di vigilanza e impulso sulle opere; possibilità di convocare la conferenza dei servizi; relazione con il Bie (l'ufficio europeo che si occupa dei grandi eventi) per informare sugli stati di avanzamento dei lavori. È stato invece "congelato" l'aspetto internazionale: sarà il governo a scegliersi eventualmente un futuro "ambasciatore" di Expo, che sostituisca la figura del commissario generale.

Ora, con un commissario unico e una legge speciale appena firmata dal Consiglio dei ministri, i lavori dovrebbero procedere più spediti, al riparo da eventuali ricorsi. Anche se, per quanto riguarda il Comune di Milano, non è stato ancora risolto il problema della deroga al patto di stabilità per Expo, richiesta da anni e mai ottenuta. Quest'anno peraltro i nodi verranno al pettine, con 370 milioni che dalle casse di Palazzo Marino dovranno uscire per l'evento universale.
Intanto, però, i poteri di deroga rispetto alle procedure ordinarie, che Sala assume su di sé. Riguardano i settori edili, ambientali e energetici, principalmente per il sito espositivo che sorgerà fra Rho e Milano. Quindi: via libera alla costruzione degli 88 padiglioni, dei 9 cluster dedicati alle colture nel mondo e delle 6 aree tematiche, i cui cantieri partiranno a fine 2013. A queste strutture si aggiungono come opere collegate le cosiddette "vie d'acqua", cioè il recupero del naviglio e della darsena. Quest'anno saranno completati ilavori di rimozione delle interferenze del terreno (affidati alla Cmc di Ravenna) e di piastratura dell'area (affidati alla cordata guidata dalla Mantovani), e a fine 2013 le aree saranno a disposizione dei paesi partecipanti.

Complessivamente l'investimento della società di gestione è pari a 1,4 miliardi.
I poteri di deroga del commissario si estendono anche ad altre stazioni appaltanti (Comune, Regione e Provincia) per opere indicate nella legge speciale. Prima di tutto ci sono le strade di connessione con l'area espositiva: Zara-Expo, sotto la responsabilità del Comune di Milano, la Molino-Dorino, sotto la responsabilità della Regione, e Cascina-Merlata, di competenza della Provincia di Milano. Poi ci sono anche le metropolitane milanesi, sempre in capo a Palazzo Marino, che però destano qualche preoccupazione in più: la linea 5 arriverà al 2015 per un pelo, con le ultime 4 stazioni pronte solo ad ottobre, ad Expo già iniziato; la linea 4 nel 2015 avrà solo 2 fermate, e ancora non è risolto il nodo del costo finanziario dell'opera, ben più alto rispetto a quello preventivato nel progetto preliminare.

Poteri di deroga indiretti (che riguardano cioè il commissario unico ma non direttamente la stazione appaltante) sono concessi anche per le opere regionali: Brebemi, Tangenziale esterna e Pedemontana. Ma queste grandi infrastrutture lombarde rimangono ancora un'incognita. Brebemi sarà certamente terminata; la Tangenziale è ancora alla ricerca di finanziamenti, mentre su Pedemontana si dà quasi per scontato che solo il primo lotto verrà completato per il 2015.
La situazione più delicata è proprio quella di Pedemontana, che sta procedendo attraverso finanziamenti ponte e aumento della copertura pubblica delle spese già sostenute, ma che per il momento non è stata ricapitalizzata e di conseguenza non ha ancora messo a punto il project financing. Sulla tangenziale esterna il quadro finanziario è altrettanto complesso, ma recentemente il neo governatore lombardo Roberto Maroni ha espresso chiaramente la volontà di terminarla e non limitarsi al cosiddetto "arco Tem" di 7 chilometri, finalizzato a garantire un sbocco (limitato) alla Brebemi. Sulle grandi opere quindi, il bicchiere di Expo è mezzo vuoto e mezzo pieno.

Rimangono tuttavia le potenzialità della manifestazione. Sono attesi 20 milioni di visitatori, con un innalzamento del Pil nazionale dello 0,5%, e oltre 60mila nuovi posti di lavoro stimati. A livello internazionale l'interesse sembra forte: 126 paesi si sono già iscritti a partecipare, e l'obiettivo annunciato da Sala di avere almeno 130 nazioni è quindi più vicino del previsto. Mancano ancora all'appello, tuttavia, l'Inghilterra, il Canada e gli Usa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA