Lavori Pubblici

Letta: «Edilizia settore chiave, politica fiscale che eviti effetti recessivi». Ma sulle infrastrutture solo piccoli cenni - Lupi ministro delle Infrastrutture

Alessandro Arona e Giorgio Santilli

Nel discorso del neo premier Enrico Letta l'edilizia e le infrastrutture non sono apparse un settore su cui si punti in particolare per il rilancio dell'economia

«Una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi su un settore chiave come l'edilizia», a partire dal «superamento dell'attuale sistema di tassazione della prima casa», in vista de quale ci sarà «lo stop al pagamento della rata Imu di giugno, in vista di una riforma più complessiva». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, illustrando il programma di Governo in Aula alla Camera.

Il governo Letta ha ottenuto la fiducia alla Camera (comunicata alle 21,40 di sera) con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti.

Qui di seguito altre dichiarazioni significative (per il settore edilizia) di Enrico Letta nel suo discorso programmatico.

«Dobbiamo rilanciare il turismo», attraverso investimenti e contemporaneamente «valorizzare lo
sport» diffondendo «la pratica sportiva fin dalle scuole elementari e medie»: per fare ciò «serve un piano di edilizia scolastica su tutto il territorio nazionale».

Letta ha poi parlato di «allentamento del Patto di stabilità interno», senza tuttavia aggiungere dettagli.

Ha poi illustrato la volontà del governo di proseguire nella politica di incentivazione delle fonti rinovabili e del miglioramento delle prestazioni energetiche degli edific, «migliorando però - ha detto Letta - la selettività degli strumenti».

Letta non ha tuttavia quasi masi citato le infrastrutture, se non incidentalmente quando parlando del turismo ha detto che occorre «valorizzare e custodire l'ambiente, il paesaggio, l'arte, l'architettura, le eccellenze enogastronomiche e le infrastrutture». Nessun cenno alle grandi opere, o anche a programmi infrastrutturali di opere medie e piccole. Restano dunque i dubbi che illustravamo stamattina con il servizio qui sotto.

Il premier non ha fatto nessun cenno anche alle politiche per le città e al social housing, o più in generale di edilizia residenziale pubblica, se non quando ha parlato di «mutui agevolati per le giovani coppie» (il ritorno all'edilizia agevolata statale? non ha aggiunto nient'altro).

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IL NUOVO MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE, MAURIZIO LUPI
La vera sfida del nuovo Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi (53 anni, Pdl, per la prima volta al governo ma parlamentare dal 2001 e responsabile da molti anni del dipartimento infrastrutture del suo partito) è fare davvero dell'edilizia e delle infrastrutture uno strumento di rilancio dell'economia, investire davvero in questo settore e soprattutto spendere. Non fermarsi cioè ai programmi e alle delibere Cipe, ma aprire i cantieri in tempi rapidi.
Se ne parla da anni, e con l'esecutivo Monti un anno e mezzo fa il tema sembrava diventata la priorità anche del governo (le molte delibere Cipe, il super-Ministero a Passera, le molte misure per favorire il project financing), ma bastano due dati per capire che nononstante gli sforzi la svolta non c'è stata.

La spesa per investimenti in opere pubbliche (Stato, enti locali, società statali), che è in pesante calo da anni (-5,5% in valori reali nel 2009, -9,7% nel 2010, -4,7% nel 2011) nell'ultimo anno (2012) è scesa di un altro 6,0% (dati Cresme del gennaio scorso). Nonostante gli sforzi del Governo Monti, dunque, il crollo della spesa è aumentato anziché ridursi, e nel 2013 il Cresme prevede un altro -1,4%. Secondo il Centro studi Ance gli investimenti in opere pubbliche avranno perso a fine anno, rispetto a cinque anni prima (2008-2013), il 43% del loro valore reale.

Secondo dato. Sempre secondo i ricercatori dell'Ance, nel periodo 2009-fine 2012 lo Stato e le Regioni (nell'ambito queste ultime dei programmi europei) hanno programmato investimenti infrasrutturali per 47 miliardi di euro, ma solo per 17 di questi miliardi i lavori sono stati affidati o pubblicati i bandi di gara (semplicemente affidati o banditi, non realizzati), mentre circa due terzi delle risorse, 30 miliardi di euro, sono ancora fermi nei cassetti, bloccati o con opere in corso di iter approvativi (
clicca qui per approfondire ).

Si tratta dunque di capire se il Governo di Enrico Letta, che non avrà probabilmente un orizzonte di legislatura ma che al tempo stesso ha tra le sue priorità quella di dare immediati segnali sul fronte del rilancio economico, deciderà di puntare allo scopo sul difficile terreno delle infrastrutture.

Molto dipende dal Ministro dell'Economia. Il neo titolare del dicastero, Fabrizio Saccomanni, ha così dichiarato sabato al «Sole 24 Ore»: «In Italia, per far migliorare le cose, basterebbe una ricomposizione del bilancio pubblico in modo da orientarlo maggiormente alla crescita, indirizzando le risorse verso le imprese e verso le fasce di reddito più basse, a fronte di un contenimento della spesa corrente. A queste condizioni c'è anche un margine, nel rispetto dei vincoli europei, per una riduzione della pressione fiscale».

Nessun cenno alle infrastrutture.

Vedremo già oggi pomeriggio, nel discorso programmatico del premier Enrico Letta in Parlamento, se questo approccio sarà confermato.

BIOGRAFIA DEL NUOVO MINISTRO
Maurizio Lupi, milanese, 53 anni, è uno dei politici più competenti in materia di infrastrutture e politiche urbane. È stato assessore all'urbanistica del comune di Milano dal 1997 al 2001 nella giunta Albertini, è responsabile del dipartimento infrastrutture del Popolo della libertà. Partito dalla Dc e da Comunione e Liberazione, la sua biografia politica si è rafforzata con tre mandati parlamentari e l'incarico di vice-presidente della Camera nella scorsa legislatura. È uomo del dialogo con l'opposizione, fondatore dell'Intergruppo parlamentare. Tra le sue proposte la nuova legge urbanistica. Appreazza il «piano città». Fautore di un quadro certo di incentivi fiscali per i privati che partecipano al finanziamento di infrastrutture, ha sempre sostenuto la legge obiettivo sulle grandi opere senza nasconderne gli aspetti critici


LE PRIORITÀ
Due urgenze in materia di trasporti sono le nomine alla nuova Autorità (congelate per mesi dal Governo Monti) e l'approvazione del piano aeroporti avviato da Passera. Va accelerato e rifinanziato il «piano città» appena partito. Un'ambizione di Lupi sarà quella di dare al Paese una legge quadro urbanistica che si attende da 71 anni. Occorre sbloccare subito l'accordo Ance-Abi per rilanciare i mutui casa. La vera priorità resta, però, il rilancio delle infrastrutture, con l'accelerazione degli investimenti pubblici fermi e un quadro certo di benefici fiscali per i privati che investono. Urgenti le semplificazioni, una revisione delle competenze fra Stato e regioni (art. 117 Costituzione) e una legge sul débat public per le opere pubbliche


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