Lavori Pubblici

Edilizia agevolata a canoni gonfiati, indagati vertici coop di Roma

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma ieri (24 aprile) hanno notificato a 4 componenti del Consiglio di Amministrazione di un consorzio di cooperative edilizie e di una società cooperativa la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare i rispettivi uffici direttivi ed eseguito il sequestro preventivo di beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 9 milioni di euro.
I quattro, unitamente ad un altro consigliere di cooperative, sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e di Enti Pubblici nonchè per concorso in corruzione di funzionari del Comune di Roma e della Regione Lazio, ancora da identificare.

L'attività, che fa seguito al sequestro preventivo di 326 immobili effettuato il 28 novembre
2012, si inserisce nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria, per l'erogazione di contributi pubblici a
sostegno dell'edilizia popolare nonchè le procedure di concessione di aree del Comune di Roma per la realizzazione di immobili di edilizia sovvenzionata, da cedere successivamente in
locazione permanente a canoni di affitto agevolati.

Indagini avviate a tutela di numerosi inquilini che avevano denunciato, attraverso un sindacato di categoria, una serie di anomalie nella stipula dei contratti di locazione degli immobili realizzati anche grazie a finanziamenti pubblici e che avrebbero dovuto essere affittati a canone agevolato a soggetti rientranti in particolari categorie protette.
In realtà, sin dai primi approfondimenti era emerso che agli inquilini erano stati applicati canoni di locazione di gran lunga superiori a quelli previsti dalla normativa di settore. La differenza fra gli importi dei canoni di locazione corrisposti e quelli correttamente rideterminati, pari a 1.434.272, sommata al contributo regionale percepito, pari ad 7.604.517, per totale di oltre 9 milioni di euro, rappresenta il quantum dell'indebita percezione ad opera del Consorzio e della Cooperativa, in danno al Comune di Roma, alla Regione Lazio ed ai singoli conduttori.

Oltre al reato di truffa aggravata, gli indagati devono anche rispondere dell'accusa di concorso in corruzione per aver dato danaro o altra utilità a funzionari del Comune di Roma Capitale
e della Regione Lazio preposti ai controlli.


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