Lavori Pubblici

Le inchieste non fermano i cantieri della Mantovani

«Nonostante l'inchiesta i cantieri non si sono fermati e i livelli occupazionali sono stati mantenuti. Anzi, a Milano, per il cantiere dell'Expo, proprio in questi giorni sono state fatte 70 nuove assunzioni. I rappresentanti aziendali ci hanno assicurato che i problemi giudiziari non toccheranno l'attività dell'azienda, la più importante del Triveneto: il cda è stato azzerato, e i nuovi dirigenti, ne abbiamo avuto la riprova oggi, stanno lavorando guidati dai principi della massima trasparenza nei confronti di lavoratori, sindacati e istituzioni. È stata condivisa la nostra richiesta di trasparenza e disponibilità ed è stata accolta la nostra richiesta di incontri periodici per monitorare l'andamento dei cantieri e dei lavori».

È questo il risultato dell'incontro avvenuto tra i nuovi vertici dell'impresa padovana Mantovani (Carmine Damiano, presidente dell'azienda, e Gastone Lazzaro, responsabile del personale) e le rappresentanze sindacali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Veneto.

L'incontro fa seguito alle vicende giudiziarie in cui è stata coinvolta la principale impresa di Padova, dopo che nel febbraio scorso, con l'operazione «Chalet» i Nuclei di Polizia Tributaria della GdF di Venezia e Padova, su disposizione della Procura di Venezia hanno arrestato con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'evasione delle imposte mediante emissione e utilizzo di fatture false, Piergiorgio Baita, presidente della Mantovani Spa (impegnata nella costruzione del Mose di Venezia e del Passante di Mestre), Claudia Minutillo, amministratore delegato di Adria Infrastrutture Spa, Nicolò Buson, responsabile amministrativo della Mantovani Spa, e William Colombelli Presidente della Bmc Broker Srl di San Marino che si è accertato essere una società «cartiera».

Alla data del 5 aprile, risultano aperti 12 i cantieri, dove stanno lavorando 446 persone, tra operai e impiegati.


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