Lavori Pubblici

Decreto pagamenti, i Comuni non sfruttano la possibilità di liquidare subito

Alessandro Arona e Massimo Frontera

L'Abi stima in 2,25 miliardi di euro le somme sbloccabili subito, ma molte incertezze nel decreto 35 paralizzano i Comuni - Pagamenti solo dalle Province

Secondo le stime dell'Abi (in audizione alla Camera) ammonta a 2,25 miliardi di euro la quota di pagamenti arretrati che in base al decreto legge 35/2013 gli enti locali potevano (dall'8 aprile) e possono sbloccare subito, senza attendere la complessa procedura autorizzativa del ministero dell'Economia.
La possibilità è quella concessa dall'articolo 1 comma 5 del Dl: nelle more dell'emanazione del decreto del Mef (entro il 15 maggio la ripartizione delle quote tra gli enti locali), gli enti locali possono effettuare subito pagamenti fino al 13% delle proprie disponibilità liquide (detenute presso la tesoreria statale), comunque entro il 50% degli spazi finanziari che intendono chiedere al Mef (lo devono fare entro il 30 aprile).
La cifra stimata dall'Abi è superiore a quanto si potesse immaginare: 2,25 miliardi di euro, quasi la metà della quota concessa dal decreto per gli enti locali, i 5 miliardi di pagamenti arretrati (al 31 dicembre 2012) effettuabili in deroga al Patto di stabilità.

Ma in realtà questa cifra rimarrà in gran parte sulla carta, e chi sperava in pagamenti immediati alle imprese sta rimanendo deluso.

Le Province stanno già pagando, e il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, spiega perché: «Da tempo ci eravamo mossi per definire l'ammontare dei crediti e, quando è arrivato il via libera, abbiamo pagato. Del resto, la rapidità è tutto». Ma la quota più consistente è nei Comuni, e da parte loro a prevalere è la paralisi.
Come emerge nella rassegna di voci che abbiamo raccolto in giro per l'Italia (si veda il servizio correlato), e come ci conferma l'Anci, i Comuni non stanno pagando. Non per cattiva volontà, ma per le difficoltà insite nel decreto.

Difficoltà intanto a quantificare l'ammontare totale dei debiti al 31/12, operazione da fare entro il 30 aprile ma senza la quale non si riesce a calcolare il tetto del 50%. Non semplice anche l'ordine cronologico, che quasi sempre va ricostruito con attenzione.

C'è poi il problema del rischio che i Comuni che hanno già pagato tra gennaio e l'8 aprile una parte dei debiti al 31/12 non si veda riconosciuta per questi pagamenti la deroga al Patto 2013. E infine resta il problema a regime dei limiti del Patto di stabilità, che il Dl 35 non intacca, e che blocca all'origine bandi e investimenti.


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