Lavori Pubblici

Progettazione, in sei anni il mercato è sceso del 60% in valore. Ribassi medi del 34%

Alessandro Arona

Nel primo trimestre 2013 le gare pubbliche di ingegneria sono calate del 6% in valore. Nel confronto per fasce di importo a crollare negli anni sono stati soprattutto i bandi sopra i 200mila euro

Nel primo trimestre 2013 le gare pubbliche per servizi di ingegneria e architettura sono state 1.006 - il 4,8% in più rispetto al primo trimestre 2012 -, per un valore soli 72,4 milioni di euro, con una perdita del 6% rispetto al periodo gennaio-marzo 2012.
Nel corso degli ultimi anni la perdita è stata soprattutto in valore: facendo il confronto con la media del valore messo in gara nel primo trimestre degli ultimi cinque anni la perdita raggiunge il 60%, mentre nel numero i 1.006 del primo trimestre di quest'ano sono in linea con la media dei primi trimestri degli ultimi sei anni: 1.038.

A scendere, negli ultimi anni, sono stati dunque soprattutto i bandi di grande importo, quelli superiori a 200mila euro: nei primi trimestri erano 147 nel 2008, scesi a 125 nel 2009, 83 nel 2010, 79 nel 2011, 61 nel 2012, 63 nel gennaio-marzo di quest'anno. In forte calo anche l'importo di questi bandi di ingegneria di importo maxi: dai 159,4 milioni di euro del primo trimestre 2008, ai 147,2 milioni dello stesso periodo 2009, ai 136,3 milioni del 2010, ai 78,9 mln del 2011, ai 41,94 mln 2012, infine ai 39,47 miliardi del genaio-marzo 2013.

In dettaglio, secondo l'aggiornamento al 31 marzo 2013 dell'osservatorio Oice-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese di marzo sono state 353 (di cui solo 19 sopra soglia), per un importo complessivo di 19,3 milioni di euro (7,4 sopra soglia). Rispetto al mese di marzo 2012 il numero delle gare cresce del 10,3% (-34,5% sopra soglia e +14,8% sotto soglia) e il loro valore cala del 24,1% (-48,4% sopra soglia e +6,9% sotto soglia).

Negativo, come detto, il confronto tra il primo trimestre 2012 e 2013: nei mesi di gennaio-marzo 2013 sono state bandite 1.006 gare per un importo complessivo di 72,4 milioni di euro che, rispetto al primo trimestre del 2012, crescono del 4,8% nel numero (-15,2% sopra soglia e +6,6% sotto soglia) e calano del 6,0% nel valore (-16,4% sopra soglia e +6,2% sotto soglia).

Sono sempre alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti fino a marzo il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2011 è al 38,9%, per quelle indette nel 2012 è al 33,8%. Il ribasso raggiunge il 60% nell'aggiudicazione della gara pubblicata dall'Università degli studi di Milano per la progettazione preliminare, la direzione lavori, contabilità ecc., per la ristrutturazione del complesso edilizio sito in Milano, via Mercalli n.23, con un importo a base d'asta di 1.181.249 euro, aggiudicata per 472.499 euro.

«Le gare d'ingegneria e architettura per il mercato pubblico sono un terribile termometro di come l'Italia sta affrontando questa crisi. La temperatura sta scendendo a zero. Non solo non si realizzano opere pubbliche ed infrastrutture ma neanche si pensa a progettarle. Sembra che le nostre amministrazioni non vedano un futuro altrimenti si concentrerebbero almeno sui progetti, che richiedono investimenti limitati, per averli pronti nel momento in cui fossero disponibili i fondi per le costruzioni. Questo ci dicono i consuntivi del mercato dell'ingegneria di marzo e del primo trimestre 2013 – ha dichiarato Luigi Iperti, Vice Presidente Vicario OICE e riflettiamo che, per ogni punto percentuale perso, cresce il numero delle imprese e degli studi professionali che chiudono. La stretta della spesa pubblica sta strangolando il nostro settore e, solo rivedendo i vincoli del patto di stabilità che penalizzano gli investimenti e impediscono anche ai comuni virtuosi di pagare le imprese, si potrà iniziare ad intravedere una via di uscita. Ma occorre fare presto perché le imprese non hanno più ossigeno, le banche non si espongono più e i prossimi mesi saranno ancora più duri di quelli che abbiamo alle spalle. Occorre subito dare vita ad un Governo che prenda in mano il paese e dia una rapida indicazione delle priorità - ha continuato Iperti -. Ed una delle priorità è riprendere a portare avanti i progetti. I finanziamenti richiesti, rispetto all'ammontare delle opere, sono minimi e consentirebbero di dare un forte segnale di ottimismo verso il futuro oltre a contribuire a salvare un knowhow ingegneristico di enorme valore che rischia di essere irrimediabilmente disperso».

Tornando ai dati dell'Osservatorio e considerando il valore messo in gara per macro regioni è da notare che nel primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, crescono: Meridione, +80,7% e Nord-Est, +11,8%. Mentre sono in calo: Nord – Ovest -28,6%, Isole, -49,5% e Centro, -15,1%.

Analizzando la posizione dell'Italia rispetto agli altri paesi europei, si rileva che il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, è passato dalle 79 del primo trimestre 2012 alle 67 del 2013: -15,2%.
Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un calo minore di quello italiano: -3,0%. Sempre più modesta, all'1,8%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 39,7%, Germania 14,8%, Polonia 7,1%, Svezia 5,0%, Gran Bretagna 4,8%.
In forte discesa l'andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme. Il valore messo in gara nei primi tre mesi del 2013 scende del 44,7% rispetto al primo trimestre del 2012.


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