Lavori Pubblici

Fias: Maggiore tutela per le specialistiche

Alessandro Lerbini

Più tutela per le imprese specialistiche. A chiederlo è Massimo Poggio, presidente della Fias (Federazione italiana associazioni specialistiche) che rappresenta almeno 300 società, nelle quali operano 5.000 lavoratori, per un fatturato complessivo di quasi 1 miliardo di euro realizzato nel campo del sottosuolo (categorie Soa OS21-OS20b).

Quali sono le difficoltà principali incontrate dalle imprese del vostro settore?
La qualificazione come elemento di selezione dovrebbe essere un postulato, un assioma ed invece inspiegabilmente in questo Paese il riconoscimento della specializzazione e la conseguente qualificazione vengono indicati come elementi di limitazione alla concorrenza.
Le aziende vere, quelle che in questi anni hanno investito sui macchinari e sulle risorse umane, qualificando le loro attività ed offrendo un servizio adeguato, stanno chiudendo.
Diretta conseguenza del deprecabile fenomeno è stato un anomalo affollamento nelle gare pubbliche ed un prevalere sul mercato di piccoli General contractor che, in deroga a tutte le normative vigenti, subappalta di fatto il 100% del lavoro trasferendo alla vera unità produttiva del subappaltatore, a condizioni economiche avvilenti, tutti i rischi imprenditoriali .
Lo hanno capito anche le grandi imprese, che senza la tutela delle specialistiche il settore delle costruzioni è ormai al collasso. Basta vedere come la stessa Ance abbia cominciato a fare battaglie per la salvaguardia delle PMI.
Se a quanto sopra detto aggiungiamo i mancati pagamenti causati da un impianto normativo legale che, contrariamente a quanto dovrebbe, protegge ed agevola il debitore nei confronti del creditore, ci si rende conto di quanto sia necessario promuovere e sostenere le rappresentatività e conseguentemente il peso decisionale di quelle realtà imprenditoriali che assumono, investono, e producono.

Ci spieghi i motivi che vi hanno portato a creare una nuova associazione.
La decisione di costituire la FIAS, deve essere ricercata proprio nella anomala tendenza che ha prevalso negli anni precedenti e che si è acuita in questi ultimi anni e che ha, specialmente nel settore pubblico, fatto emergere prepotentemente la figura della piccola realtà imprenditoriale dotata quasi esclusivamente di un certificato Soa con scarse attrezzature e scarsa capacità tecnica ma con invidiabili capacità di acquisizione lavori.
Gli aspetti di maggior criticità dei settori caratterizzati da elevata qualificazione tecnica del personale, elevato valore degli investimenti e costi ingenti applicati alla ricerca, sono da ricercarsi in parte nella non sempre adeguata preparazione tecnica delle stazioni appaltanti con conseguenti carenze nelle attività di controllo qualitativo del prodotto.
Questo crea naturalmente un perverso meccanismo di adeguamento al prezzo più basso a scapito di una qualità realizzativa che, se non controllata, è la prima ad essere eliminata dalla lista delle priorità.
La nascita della Federazione ha lo scopo di aumentare il nostro potere di rappresentatività nei confronti degli stakeholders, in primis Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed Autorità di Vigilanza.

Cosa chiedete al Governo per far ripartire le costruzioni?
Il futuro Governo dovrà mettere in campo un serio piano di rilancio dell'edilizia con particolare riguardo alla definizione di un serio programma di sistemazione del dissesto idrogeologico, che, anche attraverso la leva fiscale, favorisca interventi accessibili alle pmi su tutto il territorio nazionale.
Alle istituzioni vogliamo dire con fermezza che è necessario ed urgente, oltre ad applicare regole chiare ed azione di controllo costante, avviare una puntuale azione di riqualificazione del territorio. Chiederemo al nuovo Governo, al Parlamento, alle istituzioni territoriali e a tutto il Paese, di costruire un percorso comune e condiviso capace di cogliere questi obiettivi, perché ci sembra che chi occupi una posizione di rilievo dall'altra parte ignori completamente quali siano i passaggi che regolano l'attività di una impresa ed i rapporti tra gli appaltatori ed i subappaltatori.

La Fias
La Federazione è stata costituita da Aif (Associazione imprese fondazioni), Anisig (Associazione nazionale imprese specializzate in indagini geognostiche) e Anipa (Associazione nazionale idrogeologia e pozzi acqua).
Le finalità della Fias sono quelle di tutelare le imprese specialistiche che, per mantenere le loro caratteristiche, sono soggette a particolari e continui investimenti sia in attrezzature che in personale e conseguentemente in questo momento di difficoltà economica sono più a rischio delle altre; introdurre nel sistema di qualificazioni quelle modifiche necessarie a garantire una selezione basata sul reale possesso delle specifiche attrezzature e sulla presenza nell'organico di personale specializzato in possesso dei necessari attestati di professionalità; eliminare la piaga del subappalto generalizzato e ben oltre i limiti consentiti dalla vigente normativa; premiare il lavoro a discapito della mera intermediazione finanziaria con le conseguenti positive ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori e sulla limitazione delle infiltrazioni della criminalità organizzata.


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