Lavori Pubblici

Matteoli (Pdl): Governo non liquidi la società dello Stretto

«Il governo non adotti il decreto di messa in liquidazione della società stretto di messina fintanto che il Tar non si sarà pronunciato sull'istanza cautelare avviata dal contraente generale Eurolink a seguito del suo recesso dal contratto per la realizzazione del ponte. A seconda del pronunciamento del Tar non si può escludere che si rideterminino tra le parti le condizioni per la fattibilità dell'opera». Lo chiede in un'interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del consiglio dei ministri, Mario Monti, ed al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, il senatore del Pdl ed ex ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

«Ho sempre creduto che il ponte - aggiunge Matteoli - sia un'opera necessaria per la sicilia, per l'italia e l'europa e che la sua realizzazione avrebbe risvolti economico-occupazionali di grande rilievo per il meridione che soffre più di altri contesti la grave crisi economica che attraversiamo. Il nostro progetto prevedeva la costruzione del ponte attraverso capitali privati da ricercare sul mercato ed un limitato esborso pubblico distribuito nei sette-otto anni previsti per i lavori».

Se quindi esiste «anche una sola possibilità per non abbandonare il progetto bisogna percorrerla - conclude - da qui il mio pressante invito all'attuale governo di lasciare al
prossimo esecutivo, nel pieno delle sue funzioni, ogni decisione politica e programmatica sulla questione».


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