Lavori Pubblici

Gavio aderisce all'Opa, Impregilo nelle mani di Salini

Simone Filippetti

Finisce un'epoca in Impregilo. La famiglia Gavio dice addio al colosso delle costruzioni, sul cui ponte di comando è stata per otto anni, e lascia lo scettro al rivale Pietro Salini. Da Tortona hanno deciso di aderire all'Opa del gruppo romano (che mette sul piatto 4 euro per azione) e uscire di scena.

A tre giorni dalla fine dell'offerta, Beniamino Gavio scioglie dunque la riserva e segna in modo definitivo la fine di una battaglia durata un anno e mezzo: consegnerà all'Opa 112 milioni di titoli. Non uscirà del tutto, però. Perché Gavio terrà per sé 8 milioni di titoli, pari all'1,9% di Impregilo. A questo punto Salini è pronto a incassare la vittoria definitiva: la sua offerta si avvia al traguardo con il successo sperato. Il costruttore romano già detiene il 29,4% e con il pacchetto del 27% di Gavio supererà di slancio il 50%, la soglia minima fissata perchè l'Opa vada in porto, nonché garanzia implicita di avere il controllo della società.

Alla fine Gavio ha alzato bandiera bianca. Che quello sarebbe stato l'epilogo era parso chiaro fin dal giorno in cui Salini aveva annunciato l'Opa: da allora il titolo Astm (la holding quotata della famiglia Gavio) aveva iniziato a correre, prezzando in anticipo il futuro (e ancora non sicuro) incasso. Tuttavia il passaggio non era così automatico perchè Gavio fino alla fine non ha mostrato le carte. E anzi ha anche cercato di alzare la posta: il valore di Impregilo avrebbe dovuto essere di 4,46 euro, 46 centesimi in più di quanto offerto. Ma Salini è stato irremovibile: nessun rilancio e Gavio si è accodato.

Con la consegna delle azioni, la holging Astm (che controlla Igli che a sua volta controlla il 29,9% di Impregilo) incassa un tesoretto di 448 milioni di euro. Che andrà ad aggiungersi al maxi-utile del 2012: i profitti di Astm sono balzati a 377 milioni, dopo l'incasso della vendita di Asa-Autostrade Sud America (che ha regalato 240,6 milioni) e grazie all'adeguamento del valore delle azioni Impregilo, in base al metodo del «patrimonio netto» che ha portato un ulteriore plusvalenza (76,1 milioni). Impregilo ha compensato le perdite di altre, meno fortunate, diversificazioni: da Alitalia (svalutata per 9 milioni), a Banca Carige (una perdita di valore dello stesso importo) all'autostrada Milano-Serravalle (23 milioni).

Dell'incasso dell'Opa, invece, la plusvalenza netta per la Astm sarà di 67 milioni e di fatto già assicura il bilancio 2013. Un gruzzolo propizio, con l'Italia in recessione e il traffico autostradale in calo. L'unico dubbio che ieri serpeggiava sul mercato riguarda il motivo di quell'1,99% che non sarà consegnato. Se è vero che 8 milioni di azioni sono briciole, ma sono comuque 32 milioni di mancato incasso, ossia la metà della plusvalenza netta. A sentire le voci che provengono da Tortona, sarebbe un modo per tenere un piede ancora dentro l'azienda.

Nessuna intenzione "bellica", pare di capire. Agli osservatori più attenti, però, non sfugge che anche Salini aveva acquistato una quota di Astm nei mesi scorsi e che, rimanendo azionista, Gavio potrà godere di un beneficio immediato: incassare la maxi-cedola (1,49 euro) che tra un mese Impregilo pagherà (fanno altri 12 milioni di euro). Se poi Salini farà la fusione o il delisting, ci sarà ancora un'altra opportunità per Gavio di uscire. Anche nel giorno dell'addio, infine, non è mancata una nota polemica. Gavio ha sempre contestato la linea industriale di Salini, ossia una Impregilo costruttore "puro", senza le concessioni. Nei giorni scorsi, ragionavano a Tortona, il colosso europeo Vinci, che fattura 38 milioni (10 volte il futuro aggregato Impregilo-Salini), dalle costruzioni ricava solo il 20% della redditività, mentre il grosso lo genera con le concessioni.


© RIPRODUZIONE RISERVATA