Lavori Pubblici

Edilizia abitativa in caduta libera: investimenti più che dimezzati in sei anni - Lo studio Ance

Alessandro Arona

Nel 2013 previsto un ulteriore -13% in valori reali, che porterà il calo 2008-2013 a -54%. Ultimi dati sulle comprevendite a -30% rispetto a 12 mesi prima

Edilizia abitativa in caduta libera: nel 2012 gli investimenti in nuove abitazioni registrano un ulteriore calo del 17% in termini reali rispetto all'anno precedente. Per il 2013 è prevista ancora una flessione del 13%. In sei anni (2008-2013) il livello degli investimenti in nuove abitazioni si sarà ridotto del 54,2% in termini reali. Queste le ultime stime dell'Ance. contenute nel documento reso noto oggi dal Centro Studi (scarica qui ). Le analisi attribuiscono il calo all'effetto combinato della crisi, dell'aumento del prelievo fiscale e della restrizione del credito.
Sul fronte dei prezzi la dinamica è più contenuta: dal 2008 al 2012 i prezzi medi delle abitazioni hanno subito un calo del 12,3% in termini nominali (19,4 % in termini reali).

«La crisi che ha colpito il settore delle costruzioni ha avuto effetti particolarmente gravi in alcuni comparti che, tradizionalmente, hanno promosso lo sviluppo dell'intera economia nazionale. Tra questi - spiega lo studio dell'Ance - il comparto abitativo ha subito un vero e proprio tracollo, a causa della contemporanea manifestazione di shock senza precedenti: l'effetto combinato della prolungata crisi economica, della fortissima restrizione del credito e dell'inasprimento fiscale sulla casa, dovuto all'Imu».

Secondo le stime Ance, «gli investimenti in nuove abitazioni registrano un ulteriore calo del 17% in termini reali nel 2012 rispetto all'anno precedente. Per il 2013 è prevista ancora una flessione del 13%. In sei anni (2008-2013) il livello degli investimenti in nuove abitazioni si riduce del
54,2% in termini reali. Gli investimenti in interventi di recupero abitativo, di contro, risultano essere l'unico comparto a mostrare una tenuta dei livelli produttivi (+0,8% nel 2012 e +3% nel 2013 su base annua), per un aumento complessivo, nell'arco dei 6 anni, del 12,6%, grazie all'effetto di stimolo degli incentivi fiscali.
Complessivamente, per gli investimenti in abitazioni (nuovo e recupero) la flessione, nell'arco del periodo 2008- 2013, raggiunge il 23,1% in termini reali».

Il numero di permessi di costruire rilasciati per la costruzione di nuove abitazioni e ampliamenti continua il suo trend negativo, in atto ormai dal 2006. Tra il 2005 e il 2010 si registra una flessione del 57,9%. Per il 2011 e la prima metà del 2012 i dati dell'Istat sulle nuove abitazioni concesse indicano ulteriori flessioni tendenziali, rispettivamente pari al -5,7% e al -21,8%. Sulla base delle informazioni disponibili l'Ance stima in circa 95.000 i permessi su abitazioni rilasciati nel 2012. In sei anni, pertanto, il calo raggiunge quasi il 70%.

La crisi del mercato immobiliare residenziale in atto ormai da sei anni non si è riflessa allo stesso modo sui prezzi delle abitazioni che hanno registrato flessioni più contenute rispetto a quelle rilevate dalle compravendite. «Un'analisi di lungo periodo sull'andamento dei prezzi delle abitazioni di Nomisma - ricorda l'Ance - riferiti alle 13 aree urbane, mostra che dal 2008 al 2012 i prezzi medi delle abitazioni hanno subito una riduzione del 12,3% in termini nominali (-19,4% in termini reali)».

Riguardo alle compravendite , la fase negativa del ciclo immobiliare peggiora ulteriormente nel corso del 2012. «Gli ultimi dati riferiti al quarto trimestre 2012 dell'Agenzia del Territorio - riferisce lo studio dell'Ance - evidenziano un significativo calo del 30,5% rispetto allo stesso periodo del
2011 delle compravendite di abitazioni. Una flessione di intensità superiore a quanto già rilevato nei trimestri precedenti. Complessivamente il 2012 segna una diminuzione delle abitazioni compravendute pari al 25,8% su base annua, attestandosi su circa 444mila transazioni. In sei anni, dal 2007 al 2012 il numero di unità abitative compravendute si è ridotto del 48,9%, riportandosi ai livelli di metà anni ottanta».


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