Lavori Pubblici

Serramenti, perso il 40% di fatturato dal 2008: il rapporto Uncsaal

Massimiliano Carbonaro

Scenario sempre più fosco per il serramento italiano con ilrapporto 2013 dell'Uncsaal , che rappresenta il mercato dell'involucro edilizio nel nostro Paese, alle prese non solo con la crisi dell'intero mondo delle costruzioni ma anche con la concorrenza dei prodotti low cost stranieri, di inferiore qualità ma dall'appeal maggiore proprio per il prezzo.

II Rapporto evidenzia come il comparto italiano dei serramenti metallici si stia avvicinando al punto più basso della crisi: questo processo di avvicinamento durerà per tutto il primo semestre del 2013 nel quale si registreranno contrazioni dei ricavi nell'ordine del 4%-6%, determinando una perdita complessiva di fatturato 2008-2013 per il settore dei serramenti metallici stimabile nel 45% del proprio valore (quasi tutta sul mercato interno, l'export è del tutto marginale).

La ridefinizione strutturale dei confini del settore avrà come effetto la scomparsa di numerosi operatori a tutti i livelli della filiera, indipendentemente dalle dimensioni della singola azienda. Neanche gli incentivi fiscali del 55% sembrano riuscire a salvare il settore. C'è solo da immaginare cosa sarebbe successo senza questo fatidico incentivo visto che dalla sua introduzione nel 2007 gli interventi di riqualificazione energetica hanno generato un fatturato di 20 miliardi di cui 8 sono confluiti nella serramentistica. Si calcola che oggi il 55% generi il 37% del giro di affari delle imprese del settore.

Ma a proiettarsi oltre i risultati del 2012 e proiettarsi verso il 2013 c'è da avere paura perché adesso per la prima volta dopo un biennio di positività (più 2,1% nel 2010 e più 4,7% nel 2011) è allarme anche nel settore edilizio del rinnovo perché il 2012 si è chiuso con un meno 1,6% degli investimenti che ha spaventato non poco il comparto. Il risultato di questo trend si è espresso in un mercato dei serramenti in cui la contrazione del fatturato è stata superiore al 14% nell'anno scorso. Il risultato è frutto non solo del stop nelle costruzioni ma anche della concorrenza di prezzo da parte di prodotti in Pvc e in legno. Se guardiamo l'altro lato del settore, quello della facciata continua, anche questo è in forte ritardo, con una flessione del'8% rispetto al 2011 vista la recessione del terziario e del commerciale di grandi dimensioni.

L'analisi dell'Uncsaal prova a guardare dentro al 2013 evidenziando come il comparto per il primo semestre continuerà a soffrire con una contrazione degli ordini del 4-6% per il settore che si rifletterà con un emergenza fallimenti molto marcata. Si stima che tra 1.000 e 1.600 aziende entreranno in uno stato di sofferenza e che nella maggioranza dei casi l'esito della crisi non sarà positivo. Questa previsione però tiene conto che l'incentivo fiscale del 55% non venga interrotto, in caso contrario la perdita di fatturato rischia di triplicarsi con conseguenze inimmaginabili per la sopravvivenza delle imprese. Lo scenario per la seconda metà del 2013 è leggermente più ottimista e vede una ripresa nei ricavi per le aziende frutto tuttavia anche della riduzione della concorrenza interna. Ma solo in concomitanza dello sblocco dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione, il persistere del 55% e l'allentamento del Patto di stabilità. La ripresa però secondo l'Uncsaal non sarebbe omogenea ma riguarderebbe soprattutto le imprese meglio strutturate, più dinamiche e che sono state, nonostante il contesto difficile, capaci di innovare.


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