Lavori Pubblici

Con i 40 miliardi della Pa a rischio la chiusura della procedura per deficit

Alessandro Lerbini

Monti: Non si può pagare tutto e subito, deve essere rispettata la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil nel 2013

Via libera alla Commissione speciale della Camera che esaminerà la relazione del governo per l'aggiornamento del Def, propedeutica al Dl sui debiti della Pa. L'annuncio è stato dato in Aula dal presidente Laura Boldrini: la commissione (che si costituirà questa sera alle ore 19.00) sarà formata da 40 deputati e la relazione sarà all'esame dell'Aula di Montecitorio il 2 aprile che dovrebbe terminare l'esame del documento entro venerdì. Questa la provenienza dei 40 membri della Commissione: 19 del Pd, 7 del Movimento 5 stelle, 6 del Pdl, 2 ciascuno di Scelta Civica, Sel e Misto uno della Lega. Completato il mandato la Commissione si scioglierà.

IL MONITO DELLA COMMISSIONE UE

Il pagamento dei 40 miliardi di debiti arretrati della Pubblica ammnistrazione, che secondo le indicazioni del governo porterebbe il deficit 2013 al 2,9%, «renderebbe per l'Italia più difficile la chiusura della procedura per deficit eccessivo aperta a Bruxelles». Secondo alcune fonti della Commissione Ue all'Italia non si applicherebbe quella "flessibilità" prevista dal patto di stabilità perchè essa si applica solo per i Paesi che non sono ancora sotto procedura.

«L'Italia potrà utilizzare quel margine di manovra previsto dal Patto - precisano le fonti - se e quando uscirà dalla procedura».
Questo vale anche per le ultime decisioni del Consiglio europeo, che ha riaffermato la possibilità di fare spese per investimenti che non vadano a incidere sul conteggio del deficit: «Anche quella possibilità, prevista dal "preventive arm" del patto di stabilità, può essere utilizzata solo dai Paesi che non sono ancora sotto procedura per deficit eccessivo».

I «fattori rilevanti» al fine del conteggio del deficit di cui parla il patto di stabilità, «vengono presi in considerazione quando si deve decidere se mettere o meno un Paese sotto procedura, e non quando già c'è».
Il rischio per l'Italia è quindi che il pagamento di 40 miliardi di euro da parte dello Stato aggravi il deficit fino al punto di rendere impossibile, a maggio, il via libera alla chiusura della procedura.
Per valutare la chiusura la Commissione aspetta che Eurostat ad aprile confermi i dati del 2012, che danno il deficit italiano ben sotto il 3%, e che le previsioni economiche di maggio confermino che la correzione sul disavanzo sia «sostenibile anche nel 2013 e 2014».

È per questo che lo sblocco dei pagamenti, che secondo il governo porta il deficit al 2,9%, non è una buona notizia per l'Italia: «Se il Paese in questa fase propone misure che aumentano il deficit, questo rimette in discussione il processo di chiusura della procedura», spiegano le fonti. L'Italia è infatti in una «situazione limite» che rende più difficile presentare «argomentazioni credibili» per la chiusura della procedura.

LA RISPOSTA DI MONTI

Sui pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione, il Governo ha «ritenuto di anticipare i tempi» rispetto al prossimo Def e ha messo «subito in cantiere un intervento per risolvere in modo radicale le questioni del pagamento alle imprese e del cofinanziamento degli investimenti». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo in Senato. Monti ha però avvertito che l'intervento di 40 miliardi negli anni 2013-2014 consentirà di aggredire lo stock del debito ma non a risolvere definitivamente il problema: c'è chi chiede al Governo, ha detto, di «pagare tutto e subito. A noi piacerebbe ma la posizione della Ue non è un via libera illimitato visto che deve essere rispettata la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil nel 2013».

Il Governo «non poteva adottare subito un decreto» per i pagamenti dei debiti della Pa, ha spiegato ancora il premier, «senza presentare preliminarmente una nota di variazione del Def». Ma ora «appena le Camere approveranno il parere il Governo presenterà il Dl con i tempi operativi dell'intervento. Sono già previsti per i prossimi giorni incontri con le parti sociali e le amministrazioni pubbliche per definire le modalità dei pagamenti dei debiti arretrati», ha quindi concluso Monti.

LA POSIZIONE DELL'ANCE
«Chiediamo che il Governo chiarisca definitivamente l'entità delle somme che verranno destinate ai pagamenti delle spese per infrastrutture. Dopo l'annuncio del Piano di smaltimento dei debiti della Pa è ancora incerto il quadro dei pagamenti che si potranno sbloccare concretamente per le imprese di costruzione. Stessa chiarezza sarebbe auspicabile dall'UE da cui arrivano messaggi contraddittori». Questa la dichiarazione del Presidente dell'Ance Paolo Buzzetti sulle posizioni
espresse in queste ore da Governo e Unione Europea sui pagamenti Pa.

«È ora che si facciano scelte che dimostrino efficienza nella spesa - continua il presidente dell'Associazione costruttori - che premino quella più virtuosa, come le spese per infrastrutture, e non solo quella corrente, a discapito dello sviluppo del Paese. Questo è il cambiamento che ci ha chiesto l'UE introducendo flessibilità nella valutazione dei bilanci pubblici. Gli 11 miliardi disponibili per pagamenti in conto capitale di Comuni e Province devono essere sbloccati subito e non possono subire nessun rinvio, come l'Ance ha chiesto insieme all'Anci nella manifestazione congiunta di giovedì scorso».
«Ci aspettiamo - conclude Buzzetti - che il Governo chiarisca urgentemente quanto sarà pagato all'edilizia che conta 19 miliardi di euro di crediti e centinaia di migliaia di posti di lavoro persi».


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