Lavori Pubblici

Arrivano i fondi per la Brescia-Bergamo-Milano

Massimiliano Carbonaro

L'operazione ha un valore complessivo di 2,338 miliardi. Il nuovo collegamento di 62 chilometri sarà ultimato nell'estate del 2014

La Brebemi arriva al closing finanziario e detta la linea agli altri project financing – in primis TEM e Pedemontana – per quanto riguarda la fattibilità di operazioni finanziarie di questa natura: il signing della nuova autostrada vede un intervento da 2,338 miliardi di euro realizzabile perché Cassa Depositi e Prestiti, la Bei e Sace sono scesi in campo massicciamente coprendo l'impegno di lungo periodo per 1,519 miliardi, mentre le banche commerciali (intesa San Paolo, Centrobanca, Mps, UniCredit e Credito Bergamasco) si sono ritagliate un ruolo legato ai finanziamenti di breve durata per 298,5 milioni di euro. Da aggiungere l'equity da 520 milioni dei soci della concessionaria: principali azionisti Autostrade Lombarde con l'89,29% poi Pizzarotti con il 3,10% e con il 2,20% Unieco.

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Il closing finanziario riguarda un finanziamento da 1,818 miliardi di euro per la nuova autostrada che collegherà Brescia con Milano per 62,1 km. Il finanziamento ha una durata complessiva – calcolando gli anni precedenti partiti con il prestito bridge da 546 milioni di euro stipulato in tre successive tranche nel corso di questi anni – di circa 21 anni per scadere alla fine della concessione e prevede un'architettura finanziaria complessa in cui la linea di credito si suddivide in due blocchi principali bullet (finanziamento di lungo periodo che scade alla fine della concessione) e amortising (finanziamento di più breve durata).

Il closing finanziario
La tranche amortising vale 760 milioni di euro e vede come attori Cassa Depositi e Prestiti per 291 milioni di euro (di cui 40,2 milioni erogati dalle banche commerciali ma con provvista CdP) e Bei per 469 (di cui 398,3 milioni erogati dalle banche commerciali ma con provvista della banca europea). Il finanziamento bullet vale altri 760 milioni di euro e vede da un lato Cdp con 529 milioni di euro di finanziamento (di cui 19,8 erogati dalle banche commerciali con provvista Cdp) e dall'altro Bei per 231 milioni di euro (di cui 196,2 milioni erogati dalle banche commerciali con provvista Bei). In pratica CdP e Bei si caricano sulle spalle la parte del finanziamento di durata maggiore rilevando anche il prestito bridge da 546 milioni fornito a suo tempo dalle banche commerciali a cui rimane l'impegno di breve durata con la linea di Iva da 200 milioni di euro, la linea Standby da 50 milioni e il Performance bond per 48,5 milioni di euro. Sullo sfondo ma fondamentale anche il ruolo di Sace che è salito in cattedra per mettere le garanzie sui finanziamenti.
Soddisfazione da parte del presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, che ha rimarcato "siamo al 65% dei lavori e la certezza di vederne la conclusione per la prima metà del 2014. Siamo i primi – ha continuato – ad arrivare a finanziare un'autostrada in project financing con un importo così consistente e senza contributi pubblici, ci sono state delle difficoltà ma ora abbiamo tutti i mezzi finanziari necessari". Rimane nell'ombra ma è un tema solo sfiorato il problema dell'innesto con l'altra nuova autostrada lombarda, la TEM, che ha le sue difficoltà finanziarie ma che al momento sta procedendo sull'arco Tem come da programma e che dovrebbe quindi garantire l'innesto per arrivare a Milano.

Il richiamo all'economicità dei progetti
Avere raggiunto questo obiettivo con Brebemi ha mostrato quali sono le difficoltà al momento per finanziare un project financing con le banche commerciali che faticano a sostenere impegni di lungo periodo e la necessità di avere affianco istituti come Cdp o Bei o Sace che estremizzando si possono definire parapubbliche. Così Gaetano Miccichè di Intesa San Paolo durante la cerimonia del closing di Brebemi può tranquillamente dire che per le altre due autostrade lombarde, TEM e Pedemontana, bisognerà trovare le stesse logiche di economicità. Va ancora più avanti Vittorio Ogliengo di Unicredit che spiega come i project financing che si affermeranno dovranno vedere un maggiore impegno da parte degli investitori privati ma perché si possa arrivare a questo punto sarà necessario che il rischio di traffico sia coperto dall'ente pubblico.


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