Lavori Pubblici

Ok del governo all'erogazione anticipata del contributo publico: Pedemontana Lombarda salva i cantieri

Alessandro Arona e Massimiliano Carbonaro

L'Autorità di vigilanza mette paletti ma dà il via libera, il Ministero delle Infrastrutture autorizza la concessionaria a salire subito all'80%, senza aspettare la delibera Cipe

Dal Ministero delle Infrastrutture e dall'Autorità per la vigilanza dei lavori pubblici arriva la ciambella di salvataggio a Pedemontana Lombarda, consentendo l'erogazione anticipata del finanziamento pubblico da 1,244 miliardi di euro, che salirà dall'attuale 30% dei Sal fino all'80%. Questa mossa si somma alla disponibilità da parte dei soci dell'autostrada – i principali sono Milano Serravalle-Milano Tangenziali 76,4%, Equiter 14,9% (Intesa Sanpaolo), Biis 4,4% (Intesa Sanpaolo) – di effettuare una ricapitalizzazione da 100 milioni di euro, condizione essenziale per il rinnovo del prestito ponte da 200 milioni fermo da settembre scorso. La doppia mossa consentirà di finire il primo lotto dei lavori, in corso dal febbraio 2010, arrivati oltre i 50% di Sal e da un paio di mesi a rischio blocco per l'esaurirsi della liquità della società concessionaria.

Delle due novità la più attesa è lo sblocco del piano che consente di utilizzare in maniera più corposa le risorse pubbliche già stanziate. Con l'ok dell'Autority , seppur con qualche distinguo, a cui si aggiunge quello decisivo del Ministero delle infrastrutture, i rubinetti pubblici avranno una portata maggiore rimandando la rimodulazione del Piano finanziario – come previsto dalla concessione – all'appuntamento del 2015 alla fine del primo periodo regolatorio. Fino a questo momento il contributo statale ha pesato solo per 150 milioni, ma sui 629 milioni di lavori del primo lotto si arriverà a 503 milioni complessivi. In questo alleggerendo l'impegno finanziario di Pedemontana.
Nel dettaglio l'autostrada costa 5 miliardi compresi gli oneri ma nonostante la presenza del consistente contributo pubblico da 1,2 miliardi di euro non attira le banche che vorrebbero dalla società una maggiore equity fino al miliardo, mentre al momento è di 536 milioni di euro. Ulteriore ossigeno arriva dall'aumento di capitale da parte dei soci per 100 milioni: il 15 marzo scorso infatti a margine del consiglio della Milano-Serravalle il suo presidente e al contempo amministratore delegato di Pedemontana, Marzio Agnoloni, ha confermato la disponibilità della compagine societaria a questo nuovo sforzo economico anche se con l'incognita Banca Intesa che ancora questo aumento non lo ha sottoscritto. L'aumento di capitale è la condizione essenziale per il rinnovo del prestito ponte da 200 milioni. Tutti questi sviluppi dovrebbero dare ossigeno a Pedemontana che potrà completare il primo lotto in attesa che si concretizzi il bando di cessione da parte della Provincia di Milano della Milano-Serravalle (scadenza il prossimo luglio): l'ingresso di un nuovo socio dovrebbe permettere una maggiore capitalizzazione dell'autostrada. Ma è una grossa incognita.


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