Lavori Pubblici

«Nuovo» Civis Bologna, il Cipe sblocca il progetto

Lorenzo Bordoni

Cambiare pelle per ripartire. Il Civis di Bologna, l'avveniristico sistema di filobus su corsia preferenziale che mette in collegamento centro e periferia della città, si trasforma in Crealis Neo. Il progetto che tanto ha fatto discutere l'Amministrazione del capoluogo emiliano negli ultimi cinque anni giunge a una nuova svolta tecnica. Dopo lo stallo raggiunto con la bocciatura di due anni fa dalla commissione ministeriale dei trasporti per la sua scarsa sicurezza, ora il nuovo metrò leggero sembra pronto a ripartire.
Il progetto. Grazie alla nuova delibera del Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) del 18 marzo si sono di fatto sbloccati i fondi necessari per completare l'opera, spostandoli dal vecchio Civis (delibera Cipe 161/2006 ) al nuovo mezzo di trasporto. In questo modo potranno riprendere i lavori, partiti oltre cinque anni fa, con l'obiettivo di mettere in comunicazione San Lazzaro di Savena e la zona est di Bologna al centro storico e alla stazione centrale attraverso quattro linee (per un totale di circa 18 chilometri di rete). La durata dei lavori prevista era stata stimata in tre anni e il costo totale preventivato in 182 milioni di euro (un terzo del costo per l'acquisto dei mezzi, il resto per le opere di riqualificazione del percorso e l'impiantistica), così ripartiti: 109,4 milioni da parte del ministero dei Trasporti, 47,9 milioni da parte di Atc, 18,3 da parte del Comune di Bologna, 4,5 milioni da parte della Regione e 2,1 dal Comune di San Lazzaro di Savena.
L'iter. L'iter, che tra alti e bassi va avanti da 15 anni, era partito ufficialmente nel 2007 e arrivato ad uno stop nell'estate del 2011, nonostante i cantieri (vinti da CCC- Consorzio cooperativa costruzioni) per realizzare le corsie preferenziali e sistemi elettronici di guida e controllo del mezzo fossero in avanzato stato di realizzazione. Il blocco era proprio determinato dalla tipologia dei mezzi che avrebbero dovuto circolare (forniti dalla società Irisbus), sperimentati in altri progetti di metro leggera in Francia e considerati non all'altezza degli standard di sicurezza, oltre che molto difficili da condurre per gli autisti. Il Crealis Neo, ha le stesse dimensioni del Civis ed è anch'esso un filobus elettrico, ma dotato di un motore ibrido, ha guida a sinistra (giudicata più sicura) e non più al centro, ed è dotato di una guida ottica non più permanente (come nel Civis) ma che entrerà in funzione solo in fase di accostamento alle banchine per l'ingresso/uscita dei passeggeri.
Prossime tappe. Il nuovo veicolo, ha spiegato l'amministratore delegato di Fiat Iveco Alfredo Altavilla (costruttrice del mezzo) "è già in produzione" e il prototipo bolognese dovrebbe essere "realizzato nel giro di 7-8 mesi" dopo l'omologazione da parte della commissione ministeriale. Ora potranno ripartire i lavori stradali di completamento delle banchine poi, nel giro di 24 mesi, Irisbus consegnerà i primi 20 Crealis mentre i restanti arriveranno nell'arco di un altro anno. Con la notizia del Cipe "finisce un motivo di disagio e di preoccupazione non solo per i cittadini e gli operatori economico-commerciali, ma anche per le amministrazioni", spiega il sindaco di San Lazzaro di Savena, Marco Macciantelli, comune alle porte del capoluogo dove il Crealis Neo avrà proprio il capolinea.
Lorenzo Bordoni


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