Lavori Pubblici

Impregilo cancella il Ponte, utile record con la cessione di Ecorodovias

Il Cda di Impregilo ha approvato il bilancio dell'esercizio 2012 che si è chiuso con ricavi consolidati per 2,28 miliardi di euro (-21,4%), un Ebit negativo per 25 milioni di euro a fronte dei 128 milioni di attivo dell'anno precedente. L'utile netto di gruppo é balzato a 601 milioni di euro dai 177 milioni del 2011: dietro questa performance (+239,5%) c'é soprattutto la cessione della partecipazione in Ecorodovias.

Il Cda, grazie soprattutto a questa ultima voce, ha proposto il pagamento di un dividendo per circa 600 milioni. Il portafoglio ordini delle costruzioni e impianti ammonta a circa 10,6 miliardi (-19%). La variazione negativa rispetto al 2011 èprincipalmente ascrivibile all'avanzamento dei progetti in corso di realizzazione e alla cancellazione della commessa relativa al «Ponte sullo stretto di Messina». Il consiglio di amministrazione di Impregilo ha inoltre «valutato congruo il corrispettivo» dell'offerta pubblica di acquisto lanciata dal gruppo Salini a 4 euro per azione.

Tornando ai dati del bilancio, circa il 78% del giro d'affari è stato realizzato all'estero. La gestione finanziaria e delle partecipazioni a livello consolidato ha generato oneri netti pari a 29 milioni, evidenziando un miglioramento rispetto all'esercizio precedente (56 milioni) sia per effetto dei benefici conseguenti all'incasso delle indennità riferite al Termovalorizzatore di Acerra, sia per il riconoscimento, da parte di alcuni committenti sudamericani, degli interessi di mora contrattualmente spettanti ad Impregilo. La posizione finanziaria netta consolidata a fine dicembre era positiva per 567 milioni a fronte di un indebitamento per 527 milioni accusato a fine dicembre 2011, «principalmente - precisa la nota - per effetto dell'incasso di 751 milioni connesso alle cessione delle prime due tranche della partecipazione in Ecorodovias, al deconsolidamento del debito della partecipata brasiliana e all'incasso degli indennizzi relativi al
termovalorizzatore di Acerra, pari a 356 milioni».


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