Lavori Pubblici

Ecco come e perché funziona (veramente) la liquidazione del credito pregresso in Spagna

Massimo Frontera

Le pubbliche amministrazioni spagnole hanno accumulato una montagna di debiti per lavori eseguiti dalle imprese e mai pagati. Anche l'Italia.

Il governo spagnolo ha messo in piedi un sistema per il recupero dei crediti da parte delle imprese, attraverso la certificazione. Anche l'Italia.

Le imprese spagnole hanno riscosso in cinque mesi 27 miliardi di euro dalle amministrazioni inadempienti. In Italia, invece, a distanza di un anno dalle prime iniziative per lo sblocco dei pagamenti della Pa (prima convenzione Abi-Cdp sulla cessione del credito pro soluto) il bilancio è più che deludente.

«In Italia - si legge su una nota dell'Ance in cui sono stati messi a confronto i due sistemi - solo pochi milioni di euro di crediti vantati dalle imprese sono stati certificati dalle Pubbliche Amministrazioni dall'emanazione dei decreti ministeriali sulla certificazione, circa 8 mesi fa». Non solo. «L'introduzione della piattaforma elettronica di certificazione dei crediti non ha consentito di accelerare le procedure di certificazione».

E la Spagna? «In 5 mesi, circa 27 miliardi di euro sono stati pagati alle imprese creditrici delle amministrazioni locali». Più precisamente si tratta di 9,26 miliardi di euro pagati alle imprese creditrici di 3.774 Comuni e Province spagnoli ai quali si aggiungono 17,72 miliardi di euro di crediti vantati dalle imprese nei confronti di 14 Comunità Autonome (Regioni).

Il confronto appare ancora più impietoso se si considera che nei due paesi, gli obiettivi fissati dai governi nazionali sono molto simili: in termini di volume dei crediti, l'Italia si era posta un obiettivo di 30 miliardi e la Spagna di 35 miliardi.

Quali sono i motivi di questa abissale differenza? «Alla luce dell'esperienza spagnola», dice l'Ance, il principale motivo appare essere «il mantenimento degli obiettivi prestabiliti di risanamento della finanza pubblica e in particolare dei vincoli del Patto di stabilità interno».

«Si tratta di un ostacolo insormontabile - considerano sempre i tecnici dell'Associazione costruttori edili - che, negli ultimi anni, ha già fatto fallire anche le migliori soluzioni tecniche per il pagamento dei debiti pregressi e che, anche nel caso della certificazione dei crediti, ha fortemente ridotto l'efficacia delle misure adottate. Senza il superamento di questa criticità, ogni proposta di soluzione è destinata al fallimento».

«Per questo motivo - ha ribadito lo stesso presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti - appare urgente definire un piano effettivo di pagamento dei debiti pregressi, da concordare con l'Unione Europea come misura "una tantum", in modo che non incida sul pareggio di bilancio strutturale come definito dal cosiddetto "Fiscal compact". Una tale misura potrebbe consentire, come avvenuto in Spagna, di dare una boccata di ossigeno alle imprese, evitando ulteriori fallimenti e garantendo il mantenimento di numerosi posti di lavoro».

Leggi l'analisi integrale dell'Ance: I fattori di successo delle misure adottate in Spagna e I motivi dell'inefficacia delle misure adottate in Italia (link ).


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