Lavori Pubblici

Ance, Buzzetti al vertice dei costruttori italiani per altri due anni

Giorgio Santilli

Prorogato fino a giugno 2015 il mandato dell'attuale presidente. Le priorità: pagamenti Pa, mancanza di lavoro, difficoltà nell'accesso al credito. Cambia la squadra dei vicepresidenti

L'assemblea elettorale dell'Ance ha prorogato ieri, con un voto favorevole superiore al 90%, Paolo Buzzetti alla presidenza dell'associazione nazionale dei costruttori edili per altri due anni, fino al giugno 2015. Sono stati i saggi a chiedere all'assemblea di «dare continuità al mandato» vista l'eccezionale gravità della crisi che attraversa l'intero settore. In particolare tre sono i temi su cui questa «continuità» di azione dovrà concentrarsi, secondo il mandato ribadito ieri: pagamenti della pubblica amministrazione, mancanza di lavoro e difficoltà di approvvigionamento del credito.

L'assemblea ha poi deciso un ampio rinnovo delle altre cariche e in particolare ha cambiato totalmente la squadra dei vicepresidenti con le deleghe più importanti: l'abruzzese Angelo De Cesare, ex presidente dei giovani, prende la responsabilità alle opere pubbliche, il torinese Alessandro Cherio quella alle opere private, mentre al napoletano Ambrogio Prezioso va la delega per il centro studi e al milanese John Bertazzi i rapporti interni.

Buzzetti potrà così continuare nel nuovo quadro politico il forcing sui temi più scottanti per i costruttori. Nuove iniziative saranno assunte, in particolare, per sciogliere il nodo dei pagamenti arretrati dovuti dalla pubblica amministrazioni alle imprese. Ancora una volta i rapporti riservati confermano che i meccanismi procedurali e certificativi previsti attualmente non stanno funzionando: da ultimo è stata l'Abi a evidenziare, in una lettera agli associati (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), il ritardo dovuto alla mancata messa a punto della piattaforma con le banche.
Su questo punto l'Ance chiederà alle forze politiche di mettere in pratica, anche concordando modalità innovative con l'Unione europea, quanto promesso in campagna elettorale sull'immediato pagamento di una quota consistente dei 70-80 miliardi di credito (di cui 19 relativi al settore dell'edilizia). Per ora una conferma dell'impegno è venuto da Pier Luigi Bersani che ha inserito tra gli otto punti programmatici presentati in direzione Pd il pagamento di 50 miliardi tramite emissione specifica di titoli di Stato.

L'altro tavolo avviato da Buzzetti che aspetta una conclusione, è quello con Abi e Cassa depsoiti e prestiti per rimettere in moto i mutui casa attraverso l'emissione da parte delle banche di «covered bond» che consentano una raccolta di medio-lungo periodo destinata specificamente a questa tipologia di impieghi. Alla vigilia delle elezioni sembrava imminente l'intesa, ma alla fine si è deciso di attendere l'avallo del nuovo Governo.


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