Lavori Pubblici

Ciucci: impossibile l'accordo con Eurolink per l'ulteriore richiesta del Governo di rinunciare al contenzioso

Alessandro Arona

Intervista al presidente della Stretto Spa: «La rinuncia non era esplicitamente imposta dal decreto legge. Ce l'ha chiesto il Governo, noi abbiamo tentato fino all'ultimo, ma Eurolink non ha accettato»

«Abbiamo tentato fino all'ultimo minuto l'accordo con il general contractor Eurolink per l'addendum al contratto sul Ponte - racconta il presidente della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, in questa intervista a Edilizia e Territorio - ma l'accordo non è stato possibile perché il general contractor non ha accettato la nostra richiesta di rinunciare preventivamente al contenzioso».

Ma questa richiesta era prevista nel decreto legge, no?
In realtà non esplicitamente.

E' stata aggiunta dopo dal Governo?
Sì. Noi abbiamo adempiuto a questa indicazione ma non siamo riusciti ad arrivare all'accordo.

Si poteva non chiedere questa rinuncia al contenzioso?
Non lo chieda a me, non spetta a me risponderle.


Questo il passaggio forse più interessante dell'intervista al presidente della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci. Eccola integralmente.

Presidente Ciucci, oggi è in calendario l'udienza del Tar Lazio in seguito al ricorso del novembre scorso (subito dopo il decreto legge 187) con cui il general contractor Eurolink (a guida Impregilo) ha impugnato la nota con cui Stretto di Messina Spa si opponeva al recesso. E' un passaggio importante, cosa chiedevano?
L'udienza è stata rinviata. Eurolink chiede anche la sospensione in via cautelare della nostra nota.

Che effetti avrebbe una sentenza Tar a loro favorevole? Hanno chiesto anche al Tribunale il rinvio alla Corte Costituzionale del decreto legge?
Sì, naturalmente hanno chiesto anche il rinvio alla Consulta. Non so che conseguenze avrebbe un accoglimento da parte del Tar .....

Ma hano già fatto ricorso in sede civile per il risarcimento danni? E' vero che hanno chiesto indenizzi per 1,2 miliardi di euro?
Sì, hanno fatto anche questo ricorso. Circa l'entità non so dirle, ma è charo che parlando di un'opera da 8,5 miliardi di euro, ci possono stare richieste di indennizzo di quella entità.

Ma non si poteva fare un accordo?
Guardi, noi ci abbiamo provato fino all'ultimo minuto. Abbiamo inviato a Eurolink l'ultima bozza di atto aggiuntivo alle 8 di sera di venerdì, il 1° marzo (data di scadenza imposta dal Dl 187, pena la «caducazione» del contratto), e loro ci hanno risposto alle 23.20. L'accordo non è stato possibile perché Eurolink non ha accettato la previa rinuncia a tutto il contenzioso.

Questa d'altra parte era imposta nel decreto legge ...
La rinuncia al contenzioso non era esplicita nel DL. Il general contractor aveva chiesto una proroga del termine del 1° marzo per la firma dell'addendum, ma come noto il Governo ha ritenuto di non accogliere questa richiesta.

Dunque la rinuncia al contenzioso è stata aggiunta dopo il decreto legge? E' stata chiesta dal Governo?
Sì, è stata un'indicazione aggiunta dopo. Noi abbiamo cercato di adempiere a questa indicazione, ma non ci siamo riusciti. Eurolink, d'altra parte, conclude la lettera delle 23.20 dicendo possibile una rinuncia al recesso dal contratto in un sistema di regole diverso, in un quadro che dimostri la reale volontà del Governo di realizzare l'opera.

Si poteva non chiedere questa rinuncia al contenzioso?
Non lo chieda a me, non spetta a me risponderle.

In sostanza Salini (Ad di Impregilo, ndr) non si è fidato, pensando che poi il Cipe, e in più con un Governo diverso, avrebbe potuto fare quello che gli pareva sulla seduta di approvazione del progetto definitivo....

Non lo so, chiedetelo a Salini. Anzi, chiedetelo a Eurolink, che - non dimentichiamolo - è un consorzio di imprese internazionali e italiane di respiro internazionale.
Io ci tengo comunque a ribadire che il Ponte è un progetto dal punto di vista tecnico assolutamente fattibile. Nessuna opera ha avuto in questi anni una tale quantità di verifiche tecniche. Purtroppo siamo incappati in questa terribile crisi, e il Governo un anno fa ha dovuto revocare i fondi già stanziati. Nel DL 187/2012 si è dettata una procedura condivisibile, che individua una serie di impegni successivi: soprattutto la preventiva verifica sui mercati internazionali della disponibilità a investire sul Ponte, stanziando le risorse pubbliche solo , eventualmente, dopo. Tuttavia l'accordo con Eurolink, che era il prima passaggio, non è stato possibile....

Il presidente Ciucci, dunque, pur senza dirlo apertamente, attribuisce un peso importante, nella fallitta trattativa con Eurolink, al vincolo aggiuntivo imposto dal Governo dopo il decreto legge di strappare nell'Addendum l'impegno del general contractor a rinunciare a ogni contenzioso futuro. Tuttavia va ricordato che già subito dopo l'emanazione del decreto legge 187/2012 Eurolink aveva inviato alla Stretto di Messina la «comunicazione di recesso» al contratto, «anche a tutela - si scriveva - della posizione di tutti i partners, italiani e stranieri, presenti nella compagine».
E nella stessa lettera inviata da Eurolink alla società appaltante alle 23.20 del 1° marzo si parla di «disposizioni legislative con cui il Governo ha inteso "sbarazzarsi" di un contratto legittimamente assegnato a seguito di una gara europea e modificare unilateralmente il contenuto e l'efficacia di tale contratto...». Si attribuisce dunque la causa della rottura direttamente al decreto legge.


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