Lavori Pubblici

Italcementi chiude il 2012 con un rosso di 362 milioni

Italcementi ha chiuso l'esercizio 2012 con perdite nette per 362,4 milioni contro un utile di 91,2 milioni nel precedente esercizio che recepiva la plusvalenza di circa 107 milioni dalla vendita di Set Griup in Turchia. Il rosso è dovuto principalmente, come si legge in una nota diffusa al termine della riunione del Cda che ha esaminato i risultati consolidati, a rettifiche di valore di avviamento, a costi di ristrutturazioni e a uno sfavorevole effetto fiscale di natura contabile (imposte differite). Senza tale impatto il risultato netto sarebbe stato positivo per circa 113 milioni. Il fatturato consolidato, come già comunicato, é sceso a 4.480,1 milioni da 4.657,4 milioni nel 2011 (-3,8%). Per il 2013 «sulla base delle ipotesi di mercato finora formulabili, il Gruppo prevede un margine operativo lordo in miglioramento».

L'esercizio 2012, si legge nella nota, «é stato ancora caratterizzato dai riflessi della crisi economica che ha fortemente condizionato il settore delle costruzioni e infrastrutture nei Paesi dell'area europeo», solo in parte bilanciato dall'andamento positivo in alcuni Paesi emergenti, in particolare dell'area asiatica.

In Italia, dove il consumo di cemento ha registrato la contrazione più ampia mai registrata dal
dopoguerra a oggi (-22% annuo), la capogruppo Italcementi Spa, ha registrato ricavi per 554,7 milioni (-9,6%) e un margine operativo lordo in peggioramento a -5,1 milioni da -0,5 milioni un anno prima. Dopo rettifiche di valore di attività finanziarie per 141,4 milioni dovute soprattutto a Calcestruzzi, Nuova Sacelit e Calcementi Jonici, l'esercizio si é chiuso con un risultato netto negativo per 202,9 milioni (+7 milioni nel 2011) che diventa positivo per 59 milioni al netto degli oneri non ricorrenti.


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