Lavori Pubblici

Sempre più medie imprese in concordato preventivo: i dati - E intanto i big continuano a crescere all'estero

Aldo Norsa, Alessandro Lerbini, Mauro Salerno

I big delle costruzioni resistono alla catastrofica crisi interna del settore, e anzi espandono fatturati e utili allargando la loro attività all'estero. Qui sotto gli ultimi dati di Cmc, comunicati sabato 2 marzo, mentre a fine anno era stata Astaldi ad annunciare un fatturato 2012 a 2,5 miliardi, in crescita sui 2,36 del 2011, e una crescita costante del 9% medio annuo fiino al 2017, quando l'impresa romana prevede di toccare i 4 miliardi di euro di fatturato e i 22 miliardi di portafoglio (contro gli 11 mld di oggi, di cui il 62% all'estero). Per la situazione (positiva) di altri big delle costruzioni,. clicca qui.

Nel frattempo crescono le medie imprese a rischio fallimento, e sono sempre di più quelle che uitilizano il cncordato preventivo in continuità aziendale, sperando di non soccombrere. Clicca nei servizi a fianco per gli approfondimenti e le tabelle.


Cmc Ravenna, nel 2013-2015 fatturato in crescita oltre il miliardo di euro

Nel 2012, CMC ha fatturato 895 milioni di euro, in linea con il risultato del 2011.
Sostenuti da un portafoglio ordini di quasi tre miliardi di euro, i ricavi – oltre la metà dei quali (il 60% c.a.) da realizzare all'estero: Africa Australe, Estremo Oriente, Sud Mediterraneo, Balcani, Cile, USA – supereranno il miliardo di Euro già nel 2013 e, gradualmente, si posizioneranno attorno a 1,2 miliardi nell'ultimo anno del Piano.
Nel triennio, il risultato economico ante imposte (18,0 milioni c.a. nel 2012), è previsto in misurata crescita: dai 18 milioni del 2013 fino ai 18,4 milioni del 2015.
La posizione finanziaria netta, pari a 1,3 volte il patrimonio netto, in progressiva riduzione nell'arco del Piano, è ritenuta positiva in termini sia assoluti che di confronto con le imprese leader del settore.
«Dal 2008 a oggi – ha commentato l'Amministratore delegato, Dario Foschini – il settore domestico delle costruzioni si è ridotto del 40% con pesanti riflessi su imprese e occupazione. Grazie al rilevante portafoglio ordini e all'efficienza nella costruzione di grandi opere infrastrutturali, siamo riusciti a concludere anche il 2012 con volumi stabili, un risultato economico soddisfacente e la stabilità occupazionale. In questi anni, abbiamo contrastato la crisi con l'ingresso, in Italia, nelle concessioni autostradali ed espandendo le nostre attività all'estero, anche entrando in nuovi mercati: dopo gli USA, nel 2013, saremo presenti in Cile ed in India dove parteciperemo alla realizzazione di impianti idroelettrici.
A fine 2012, il personale complessivamente occupato dal Gruppo CMC, in Italia e all'Estero, era di 7.814 unità contro le 7.161 del 2011; i soci cooperatori erano 404 (+11 sull'anno precedente).
"Nonostante la crisi e il recente risultato elettorale che espone il paese a forti rischi di ingovernabilità, non rinunciamo - ha dichiarato il Presidente Massimo Matteucci – al nostro dovere di programmare il futuro della cooperativa, proponendoci di cogliere tutto ciò che il portafoglio acquisito, la presenza all'estero e le complessive capacità aziendali possono consentirci. D'altra parte, se Italia e UE arrancano tante altre economie, in molte delle quali siamo presenti, hanno interessanti programmi di investimento. Con queste prospettive, dedicheremo, nei prossimi anni, grande attenzione al rafforzamento dei gruppi dirigenti e delle ricorse professionali soprattutto di quelli impegnati all'estero.


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