Lavori Pubblici

Il Governo «stacca la spina» al Ponte di Messina. Passera: «Non ci sono le condizioni per la proroga»

Massimo Frontera e Alessandro Arona

Niente proroga al ponte di Messina. Il Consiglio dei ministri non ha concesso lo slittamento del termine per l'atto aggiuntivo dell'opera. La scadenza resta fissata al primo marzo.

Si tratta del termine fissato dall'articolo 1 comma 8 del decreto legge 2 novembre 2012, n. 187 (convertito all'interno della legge 17 dicembre 2012, n. 221, Sviluppo bis, all'articolo 34 decies) per la firma dell'atto aggiuntivo contrattuale tra la società committente Stretto di Messina Spa e il general contractor Eurolink (a guida impregilo).

In consiglio dei ministri, il titolare delle Infrastrutture, Corrado Passera, ha svolto una relazione sul Ponte sullo Stretto di Messina, illustrando lo stato della trattativa tra la società Stretto di Messina SpA e il Contraente generale, Eurolink. Nella relazione è stato evidenziato che «il Contraente generale - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - è receduto dal Contratto lo scorso novembre e, in seguito, ha impugnato di fronte al Tar del Lazio la nota con cui Stretto di Messina Spa si opponeva al recesso. La relazione ha sottolineato inoltre l'assenza delle condizioni necessarie per l'emanazione di un decreto legge di proroga del termine per la stipula dell'atto aggiuntivo (fissato al 1 marzo 2013), come era stato richiesto dal Contraente generale»

Una volta superata la scadenza del primo marzo, in base al decreto legge saranno «caducati» «tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria».

Intanto la Società Stretto di Messina Spa ha convocato per giovedì 28 febbraio una riunione del consiglio di amministrazione per valutare in extremis l'esito della trattativa tra la concessionaria dell'opera e il general contractor Eurolink, guidato da Impregilo. Il negoziato era stato indicato dal decreto del Governo Monti per dar modo di stipulare l'atto aggiuntivo che avrebbe sospeso per due anni l'iter di approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto.

Eurolink ha fin dall'inizio preso una posizione di scontro con il governo su questa vicenda, inviando pochi giorni dopo il decreto legge una lettera alla Stretto di Messina comunicando il recesso dal contratto. Alla società committente fanno sapere che successivamente sono stati presentati ricorsi in sede civile ai tribunali italiani e alla Corte europea di Strasburgo. In sostanza per Eurolink le dure condizioni imposte dal decreto legge sarebbero illegittime, e dunque nessuna trattativa è stata mai aperta per l'addendum.

Nell'atto aggiuntivo, in base al decreto legge, Eurolink dovrebbe accettare il meccanismo della caducazione ex lege se non si verificheranno due circostante successive al 1° marzo: se il Cipe, entro 60 giorni dopo la firma, non valuterà il progetto definitivo tecnicamente fattibile, o ancora se entro 540 giorni successivi la società Stretto di Messina (la Spa pubblica committente dell'opera) non troverà un soggetto finanziatore (banche, project bond, equity) in seguito ad un road show finanziario.

In vista del termine di scadenza, si era mobilitato un fronte di associazioni ambientaliste. «dopo che il Governo in carica - hanno ricordato FAI, Italia Nostra, Legambiente, MAN e WWF - ha tenuto in vita artificialmente ancora per due anni il progetto del ponte sullo Stretto di Messina». Il timore degli ambientalisti era quello di una proroga, con decreto, del termine (perentorio) del 1 marzo 2013, entro il quale Stretto di Messina SpA (concessionaria pubblica) e il General Contractor Eurolink (capeggiato da Impregilo) dovrebbero presentare l'atto aggiuntivo al contratto vigente, sospeso con il decreto sviluppo-bis n. 179/2012, convertito nella legge 221/2012».


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