Lavori Pubblici

Ponte sullo stretto, allarme degli ambientalisti: domani decreto legge per prorogare il 1° marzo

Alessandro Arona

Le principali associazioni ambientaliste italiane lanciano un allarme Ponte sullo Stretto: il governo Monti in scadenza avrebbe in programma un Consiglio dei Ministri domani con all'ordine del giorno la proroga della scadenza del 1° marzo, fissata dall'articolo 1 comma 8 del decreto legge 2 novembre 2012, n. 187 (convertito all'interno della legge 17 dicembre 2012, n. 221, Sviluppo bis, all'articolo 34 decies) per la firma dell'atto aggiuntivo contrattuale tra la società committente Stretto di Messina Spa e il general contractor Eurolink (a guida impregilo). Le trattative sono al momento in stallo, di fatto inesistenti, e se la scadanza sarà superata, in base al decreto legge saranno «caducati» «tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria ....».
Eurolink ha fin dall'inizio preso una posizione di scontro con il governo su questa vicenda, inviando pochi giorni dopo il decreto legge una lettera alla Stretto di Messina comunicando il recesso dal contratto. Alla società committente fanno sapere che successivamente sono stati presentati ricorsi in sede civile ai tribunali italiani e alla Corte europea di Strasburgo. In sostanza per Eurolink le dure condizioni imposte dal decreto legge sarebbero illegittime, e dunque nessuna trattativa è stata mai aperta per l'addendum.
Nell'atto aggiuntivo, in base al decreto legge, Eurolink dovrebbe accettare il meccanismo della caducazione ex lege se non si verificheranmno due circostante succesive al 1° marzo: se il Cipe, entro 60 giorni dopo la firma, non valuterà il progetto definitivo tecnicamente fattibile, o ancora se entro 540 giorni successivi la società Stretto di Messina (la Spa pubblica committente dell'opera) non troverà un soggetto finanziatore (banche, project bond, equity) in seguito ad un road show finanziario.
Abbiamo avuto per ora conferma del fatto che domani è effettivamente convocato un Consiglio dei Ministri, al momento senza ordine del giorno.

«Dopo che il Governo in carica - scrivono FAI, Italia Nostra, Legambiente, MAN e WWF - le ha tenuto in vita artificialmente ancora per due anni il progetto del ponte sullo Stretto di Messina – che manca dopo 10 anni della fattibilità tecnica e di quella economico-finanziaria - voci insistenti fanno trapelare che nella riunione del Consiglio dei Ministri di domani, con un'intollerabile, ulteriore forzatura se fosse confermata, si vorrebbe prorogare con decreto il termine perentorio del primo marzo 2013 entro il quale Stretto di Messina SpA (concessionaria pubblica) e il General Contractor Eurolink (capeggiato da Impregilo) dovrebbero presentare l'atto aggiuntivo al contratto vigente, sospeso con il decreto sviluppo-bis n. 179/2012, convertito nella legge 221/2012.»
Le associazioni hanno scritto oggi una lettera di richiesta di chiarimenti al Presidente del Consiglio Mario Monti , e aggiungono: «Ci auguriamo davvero che queste voci siano infondate e che un Governo in liquidazione, in carica ancora solo per gestire l'ordinaria amministrazione, non si assuma questa grave responsabilità politica, mentre si attende, una volta conosciuti i risultati del voto di oggi, la formazione delle nuove Camere. Sarebbe non solo un intollerabile blitz politico-istituzionale, ma una violazione delle norme volute dallo stesso Governo nelle quali si stabilisce che, nel caso non venga rispettato il termine perentorio del primo marzo 2013 per la stipula dell'atto aggiuntivo: 1. siano caducati tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale, 2. si proceda con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri alla liquidazione della Stretto di Messina SpA (come viene stabilito ai comma 8 e 9 dell'art. 34-decies della legge n. 221/2012)».


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