Lavori Pubblici

Monti all'Ance: sconti fiscali su recupero ed efficienza fino al 2015

Mauro Salerno

Secondo incontro dei costruttori con i protagonisti della campagna elettorale. Il premier annuncia un nuovo Cipe con opere per 12 miliardi prima della fine del governo

L'estensione del bonus fiscale del 50% sulle ristrutturazioni fino al 2015 insieme allo sconto del 55% per l'efficienza energetica sugli immobili. L'impegno a esaminare con i Comuni la possibilità di eliminare l'Imu sugli immobili invenduti delle imprese. L'annuncio di una nuova riunione del Cipe con l'obiettivo di sbloccare opere per 12 miliardi, prima della fine del mandato di governo.

Sono i punti principali toccati da Mario Monti nel secondo degli incontri organizzati dall'Ance con i principali protagonisti della campagna elettorale. Come Silvio Berlusconi (clicca qui) , anche Monti alla fine ha declinato l'invito del presidente dell'Ance Paolo Buzzetti a siglare formalmente l'addendum per l'edilizia: il documento in quattro punti messo a punto dai costruttori per rilanciare i cantieri (pagamenti, accesso alla casa, investimenti su scuole e infastrutture, città).

«Sono d'accordo quasi su tutto - ha spiegato Monti, - ma non posso firmare per due ragioni: primo perché mi ricorda un certo "contratto con gli italiani". Secondo - ha aggiunto incassando peraltro un applauso - perché una delle ragioni che ha portato all'esplosione del debito pubblico italiano sono le troppe promesse fatte dai politici alle singole categorie».

Ai costruttori Monti ha ricordato gli interventi del Governo sull'edilizia - dall'aumento degli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni, al piano città, dai project bond alla sterilizzazione dell'Iva sull'invenduto - rivendicando lo «sblocco di opere per 37 miliardi» e provando così a dribblare l'obiezione di un eccessivo rigore sui conti (e sul patto di stabilità) che, secondo la ricostruzione dell'Ance, tiene bloccate risorse per 13,3 miliardi nei cassetti dei Comuni, di cui 4,7 destinati al pagamento di lavori già effettuati dalle imprese.

Un nervo scoperto per i costruttori che vantano un credito di circa 19 miliardi nei confronti della Pa, sui 70 complessivi. Su questo punto Monti ha promesso l'impegno a sbloccare «con l'ombrello europeo» 30 miliardi di pagamenti arretrati. «Dobbiamo far capire che si tratta di "deficit nascosto " ha spiegato il professore - e ottenere, come per gli investimenti, l'eslusione dal patto di stabilità. Ma è chiaro - ha concluso - che tutto dipende da che "faccia" andrà a Bruxelles a trattare di questi temi».


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