Lavori Pubblici

Imu e crediti delle imprese dominano la campagna elettorale, rimossa l'emergenza casa

Massimo Frontera

Anche l'edilizia va alle urne, con la consapevolezza di non essere in cima alle priorità delle forze politiche che si candidano alle prossime elezioni del 24 e 25 febbraio.

Spulciando tra i programmi elettorali non emerge un'attenzione particolare al comparto delle costruzioni, né si percepisce il riconoscimento di un suo ruolo importante nell'economia e per lo sviluppo del Paese. Non mancano segnali incoraggianti, come l'importanza di attuare un diffuso piano di opere pubbliche o di messa in sicurezza del territorio, anche se non si dice come finanziarli. Tuttavia, rispetto al passato appare molto diminuita l'attenzione ai temi delle infrastrutture, delle città o semplicemente della casa per i ceti più deboli.

Qualcuno (Pd e Pdl) si spinge a promettere soluzioni al problema oggi più sentito dalle imprese: l'ormai vergognoso cumulo di pagamenti arretrati della Pa. Una piaga che si presta a essere tradotta in voti. In generale, l'emergenza casa per il ceti più poveri è sostanzialmente assente dai programmi elettorali, forse perché ormai la politica nazionale lo considera un tema/problema consegnato per sempre alle Regioni. Più presente è il tema delle infrastrutture: il Pdl annuncia una nuova "legge obiettivo". Di infrastrutture parla anche il programma dell'attuale premier Mario Monti, che il 20 febbraio ha incontrato i costruttori dell'Ance, a Roma, presso la sede dei costruttori. A seguire - il 22 febbraio alle 16,00, sempre presso la sede dei costruttori dell'Ance - è in programma l'incontro con il leader del Pd Pierluigi Bersani.

Non proprio assenti, ma prive di un disegno organico, sono poi le proposte per le città, il loro sviluppo e la loro modernizzazione. Ben più alta l'attenzione nei confronti della fiscalità sulla casa, nervo scoperto dell'elettorato. Sull'Imu si fronteggiano le opposte visioni dei rigoristi (Monti in testa), che sono per confermare l'imposta, sia pure rimodulando le detrazioni per le famiglie, e gli "abolizionisti" che sono invece per cancellarla, almeno sulle prime case e sul "magazzino" delle imprese, come annunciato all'Ance lo scorso 6 febbraio dall'ex premier Berlusconi. La copertura, sarebbe anticipata da Cdp (in attesa degli introiti derivanti dalla regolarizzazione dei capitali italiani in Svizzera).

Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, parlando lo scorso 6 febbraio ai costruttori edili si è astenuto dal sottoscrivere le quattro priorità poste dall'Ance: piano per riqualificare le città; pagamento dei debiti della Pa; accesso alla casa garantito; messa in sicurezza del territorio.

Neanche il premier Mario Monti - il 20 febbraio all'Ance - ha sottoscritto il programma stilato dai costruttori, benché abbia assicurato la platea di condividerne i contenuti.


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