Lavori Pubblici

La giornata della collera. Squinzi: «Basta annunci: serve terapia d'urto»

Massimo Frontera

A Milano scoppia la collera delle imprese. La «giornata della collera» è l'iniziativa promossa dall'Assimpredil che ha radunato un'ampia partecipazione di imprese e associazioni della filiera.

Le imprese denunciano la destrutturazione in atto nel settore che sta avvenendo nel silenzio e nell'inerzia delle forze politiche e di governo. Il tessuto delle piccole e medie imprese del settore delle costruzioni si trovano di fronte al progressivo ridursi degli investimenti pubblici e dall'attuale stasi dell'edilizia privata, solo sostenuta dagli incentivi alle ristrutturazioni edilizie, peraltro in scadenza a fine giugno. A ciò si aggiungono le pesantissime conseguenze del blocco del credito a medio e lungo termine, sia sulle linee di credito delle imprese, sia sulle famiglie che vengono escluse dalla possibilità di acquisto immobiliare. Alla paralisi del mercato si aggiungono i mancati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni per 19 miliardi di lavori.

Squinzi: «Basta annunci: serve terapia d'urto»

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo telefonicamente alla manifestazione organizzata a Milano, ha sottolineato il disagio del settore. «Per le nostre imprese non servono annunci o promesse ma interventi concreti e coraggiosi. Una vera e propria terapia d'urto che tagli loro i costi e ne aumenti la produttività», ha chiesto il presidente di Confindustria.

«La crisi ha bruciato miliardi di euro di Pil e siamo retrocessi di otto punti rispetto al 2007 perdendo il 25% di attività manifatturiere. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni - ha sottolineato Squinzi - si sono persi, dal 2008 al 2012, 43 miliardi di euro per cui non si può non capire lo stato d'animo degli imprenditori. Occorre fronteggiare ingiustizia e abusi che non possono più essere tollerati e per questo il nostro è un grido d'allarme per richiamare la politica ai suoi doveri e rilanciare la crescita».

«Dobbiamo ricostruire il paese attraverso le nostre imprese che sono un bene comune - ha aggiunto Squinzi - e la crescita è indispensabile per difendere la democrazia. Le nostre imprese meritano un sistema che le sostenga e non che le mortifichi attraverso oneri non degni di uno stato civile. Non servono annunci e promesse. Chiediamo interventi compiuti e coraggiosi, una vera terapia d'urto. Il paese - ha concluso - si aspetta di mettere la testa fuori da questa cappa di piombo che ci sta sopra da ormai troppo tempo».

De Albertis: «Imprese allo stremo, serve uno Stato efficiente»

«Le imprese di costruzione sono allo stremo delle forze: hanno resistito per anni ma oggi hanno esaurito tutte le loro le risorse e non vedono all'orizzonte nessuna possibilità di invertire un ciclo economico così negativo». Lo ha detto il presidente di Assimpredil, Claudio de Albertis.

«La disperazione degli imprenditori che vedono morire le loro aziende si accompagna a quella dei lavoratori - vera ricchezza delle imprese - che perdono il loro lavoro, il loro futuro. Seicento lavoratori allontanati da una azienda fanno notizia per mesi sui media, mente 360mila addetti delle costruzioni senza lavoro non fanno notizia perché frammentati in decine di migliaia di imprese e perché fino ad oggi noi non eravamo scesi mai in piazza».

«Non serve uno Stato giustizialista ma uno Stato che sia in grado di far rispettare con equità le proprie leggi senza pregiudizi, che sia in grado di intervenire con efficacia, recuperando l'efficienza della sua struttura burocratica amministrativa». «Puntiamo a offrire al mercato un prodotto qualitativamente diverso, migliore nelle prestazioni, con una data di fabbricazione e una data di scadenza, per questo vogliamo essere più trasparenti dando certezze al consumatore finale anche sui costi di esercizio e di manutenzione offrendo garanzie reali, con la certezza in caso di inadempimento di essere messi ai margini del mercato. Questi sono i presupposti del patto che il mondo dell'edilizia che rappresento propone alla politica e al Paese».

Ci aspettiamo risposte concrete per fronteggiare l'emergenza: un cambio di rotta nelle politiche fiscali che possano divenire strumenti premiali di crescita; il rispetto degli accordi contrattuali e il pagamento del dovuto; azioni di riattivazione della leva del credito per le imprese e le famiglie; un vero alleggerimento del peso della burocrazia; l'intensificazione della vigilanza e del controllo per stanare e combattere chi opera fuori dalle regole; il sostegno alla domanda per far ripartire gli investimenti nel settore».

Realacci (Pd): «Proposte condivisibili, rilancio fondamentale per il paese»

«Un rilancio dell'edilizia è fondamentale per l'economia italiana e per l'occupazione. Un'edilizia che scommette sull'innovazione, la qualità, la bellezza è fondamentale per il futuro del Paese». Lo ha detto Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, commentando la "Giornata della collera" a Milano, che ha portato in piazza il mondo dell'edilizia.

Sono quindi «condivisibili le proposte che arrivano dalle principali associazioni di imprenditori edili, costruttori, ingegneri, architetti che oggi hanno promosso la "giornata della collera" - ha sottolineato Realacci - per rilanciare il settore bisogna partire dalla qualificazione energetica e dalla messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente, dalla manutenzione del territorio, cominciando dalle piccole opere, dalla stabilizzazione ed estensione dell'eco-bonus del 55% per il risparmio energetico in edilizia agli interventi di stabilizzazione statica, dall'esenzione dal patto di stabilità per i comuni che hanno risorse da investire per la riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio pubblico esistente, scuole e ospedali innanzitutto».

Imprescindibile inoltre «garantire i pagamenti alle imprese che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione, anche, come propone il Pd, emettendo titoli di stato finalizzati allo scopo per una somma pari a 10 miliardi l'anno per cinque anni», ha concluso Realacci.

Buzzetti: «È ora di voltare pagina»

«Il nostro settore è l'unico motore in grado di riaccendere l'economia e la crescita del Paese». Lo ha detto il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, nella "giornata della collera", ricordando che «i dati del Cerved sui fallimenti delle imprese, di cui oltre 10mila, secondo le elaborazioni Ance, riguardano solo il settore delle costruzioni, e la manifestazione di oggi dei nostri imprenditori di Milano dimostrano che la crisi non si arresta e che ha raggiunto ormai anche le zone più ricche ed economicamente floride del Paese».

«Bene fa il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a chiedere alla politica interventi concreti per dare finalmente quelle risposte al settore che l'Ance attende ormai da oltre due anni». Già nel 2010, infatti, Buzzetti ha ricordato che tutto il mondo delle costruzioni riunito negli Stati Generali (sindacati, artigiani e l'intera filiera dell'edilizia) si era già rivolto alla politica segnalando la caduta vertiginosa degli investimenti e dell'occupazione nel settore e chiedendo un cambio di passo con una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio.

«I nostri dati segnalano già da tempo un dramma che non è solo economico ma sociale perché investe migliaia di famiglie e rischia di spazzare via un settore industriale che insieme all'export rappresenta il vero traino dell'economia nazionale».

«Mi auguro quindi - ha concluso il presidente dell'Ance - che questa ennesima importante iniziativa del nostro settore porti finalmente a un'inversione di tendenza nelle politiche economiche che, nonostante alcuni apprezzabili sforzi fatti anche di recente dal Ministro Passera e dal viceministro Ciaccia, devono tornare a investire nell'edilizia».

Pisapia: «Il declino si può arrestare»

L'amministrazione sta già contribuendo al sostegno del settore edile, il cui declino non è inarrestabile". A dirlo Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, intervenuto durante la "Giornata della Collera", organizzata da Assimpredil-Ance.

«A Milano - ha detto Pisapia - abbiamo approvato in pochi mesi il nuovo Pgt che tiene conto delle reali esigenze della città e abbiamo introdotto tempi certi per i pagamenti alle imprese. Stiamo anche realizzando il nuovo regolamento edilizio e la semplificazione delle procedure dello Sportello Unico dell'edilizia».

Secondo Pisapia, «i Comuni potrebbero contribuire in modo significativo per far ripartire l'economia moltiplicando gli interventi, come quelli di ristrutturazione e di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, che sarebbero molto più rapidi rispetto alle grandi infrastrutture che spesso hanno tempi lunghi". Per fare questo sarebbe necessaria, per il sindaco, «una modifica del patto di stabilità, come chiedono da tempo i sindaci e l'Anci».

Leggi il «Manifesto» della "Giornata della collera" con le richieste delle associazioni alle forze politiche che si candidano alle prossime elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio (link )


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