Lavori Pubblici

Controlli della Dia sulla ricostruzione in Emilia Romagna

La Direzione Investigativa Antimafia (Dia) ha disposto l'effettuazione di accessi presso i cantieri di grandi opere presenti su tutto il territorio nazionale. L'operazione rientra nell'ambito dei controlli coordinati interforze finalizzati alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalita'
organizzata negli appalti pubblici. Lo riferisce una nota della Dia.
Gli uomini della Sezione Operativa della Dia di Bologna, in particolare, che stanno concentrando una parte significativa delle loro risorse sulla ricostruzione post-terremoto - si legge nella nota - hanno sottoposto l'iniziativa al Prefetto di Modena, il quale ha condiviso la proposta,
in linea con l'attivita' sinora svolta nell'ambito del Gruppo Interforze costituito presso lo stesso Ufficio Territoriale del Governo. Personale della Dia di Bologna, dunque, unitamente a quello
di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, nonche' ai funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro e delle Opere Pubbliche, ha effettuato un accesso presso un cantiere dell'area sismica.

L'attivita', che ha interessato i lavori per la ricostruzione del cimitero di Cortile, frazione del comune di Carpi (Mo), non ha evidenziato irregolarita' al momento dell'accesso. Tuttavia, la
modalita' ''interforze'' del controllo ha consentito di verificare, per le parti di specifica competenza, il rispetto dell'intera normativa di riferimento, tuttora al vaglio delle forze di polizia e degli enti intervenuti. Sono state, infatti, controllate tutte le persone intente a lavorare, e' stata acquisita la documentazione attestante l'esistenza di quattro imprese operanti a vario titolo sul cantiere, nonche' la regolarita' di contratti di subappalto e affidamento di lavori specifici.

Si tratta, sottolinea la nota della Dia, del primo controllo di questo genere effettuato nel 2013 dalla Dia di Bologna, che nel corso dell'anno passato ha gia' svolto quattro accessi in
altrettanti cantieri nelle province di Bologna, Piacenza, Modena (Mirandola) e Ferrara (S. Agostino), di cui gli ultimi due connessi alla ricostruzione post terremoto 2012.

E' proprio quest'ultimo uno degli ambiti su cui si concentra maggiormente l'attenzione della Direzione Investigativa Antimafia. A seguito del terremoto del 2012, infatti, il Governo ha emesso il decreto legge 74/2012 (successivamente convertito in legge) inerente gli ''interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici'' e finalizzato, tra l'altro, a prevenire possibili
ingerenze della criminalita' organizzata nel processo di ricostruzione. A dettagliare la normativa sono poi intervenute le Linee Guida del Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza
delle Grandi Opere (Ccasgo)
, essenziale riferimento per tutti gli operatori del settore.
In particolare, il dettato normativo, rileva la nota, riproponendo la procedura adottata a seguito del terremoto in Abruzzo, stabilisce l'istituzione, presso le Prefetture dell'area sismica, di
liste di fornitori e prestatori di alcune tipologie di beni e servizi, cosiddette ''white list'', con lo scopo di realizzare un sistema preventivo di filtraggio delle imprese, in modo da stilare elenchi di
aziende virtuose alle quali imprese e privati debbano necessariamente rivolgersi per subappaltare e affidare lavori.
La Dia di Bologna fino ad oggi ha analizzato oltre 500 informazioni antimafia riguardanti imprese coinvolte nella ricostruzione.


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