Lavori Pubblici

Terna svela il piano al 2017: investimenti per 4,1 miliardi. In campo risorse anche per le rinnovabili

Federico Rendina

La nuova strategia mette in campo risorse per manutenzione e sviluppo della rete: i primi 300 milioni destinati alle energie rinnovabili

Miracoli (e non solo) dei business regolati, ben coperti dalla garanzia pubblica sulla remuneratività della gestione. Ma anche, evidentemente, di un progetto industriale che dà i suoi frutti, sicuramente sul fronte finanziario.

Sull'onda di un 2012 chiuso con un progresso del 10% dei ricavi e di un margine operativo lordo cresciuto del 12%, i manovratori di Terna rassicurano le Authority sugli intralci al potenziamento della rete di trasmissione elettrica nazionale e presentano il nuovo piano strategico quinquennale alzando ulteriormente l'asticella delle promesse: 4,1 miliardi di investimenti programmati nella manutenzione e nello sviluppo della rete che diventeranno 7,9 miliardi nel decennio, con i primi 300 milioni dedicati alla nuova frontiera tecnologica (per ora intrapresa con una regolamentazione «sperimentale» che l'Authority deve mettere a punto) degli accumuli a batteria, essenziale per mettere davvero «in rete» le problematiche energie rinnovabili e gestire il nascente scenario della generazione distribuita. L'altolà di Antitrust e Authority energia sull'urgenza di accelerare la modernizzazione della rete ad alta tensione eliminando innanzitutto le strozzature tra le diverse zone del paese? «Nulla cambia» incalza l' ad Flavio Cattaneo a margine della conferenza con gli analisti sul piano strategico.

Incoraggia, tra gli altri, il presidente di Anie-Confindustria, Claudio Andrea Gemme: «Terna continua a rappresentare un volano fondamentale per lo sviluppo e il lavoro nel nostro paese». Aggiunge il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa: i dati appena diffusi da Terna sul calo annuale del 2% della domanda elettrica mostrano, oltre al perdurare della crisi economica, l'opportunità di incentivare «soluzioni che offrano la massima efficienza grazie all'impiego del vettore elettrico. Ciò per preservare il potenziale di generazione, realizzato attraverso ingenti investimenti da parte di operatori privati, e allontanare il rischio di crescenti problemi occupazionali». Le risorse del resto non mancano, come mostrano i dati preliminari 2012 diffusi ieri. Terna ha chiuso l'anno con ricavi consolidati che ritoccano con un lieve rialzo le previsioni degli analisti superando i 1.800 milioni di euro, il 10% in più rispetto al 2011 mentre l'Ebitda sale del 12% a oltre 1.380 milioni portandosi alla ragguardevole proporzione del 76% dei ricavi (un punto in più) anche grazie al contributo di 60 milioni dalle attività non tradizionali, come i campi fotovoltaici realizzati in proprio e poi rivenduti tra non poche obiezioni regolamentari.


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