Lavori Pubblici

In tasca alle famiglie arriverà liquidità aggiuntiva per l'estinzione dei vecchi mutui fondiari

Massimo Frontera

Il mercato immobiliare della Capitale vede la luce in fondo al tunnel, con segnali di ripresa nella seconda parte dell'anno. Ad autorizzare l'ottimismo è l'ultimo studio del Cresme, il centro ricerche specializzato nelle costruzioni, che è stato illustrato a Roma, nel corso del convegno «Se la casa è un diritto...» del 5 febbraio scorso, organizzato dai costruttori romani (Acer) con Ance Lazio e Ance nazionale.

Il primo indizio a favore è la dinamica del prezzo medio delle abitazioni che, dopo un calo del 25% tra il 2008 e oggi, «va arrestandosi quest'anno». Ci sono anche motivi per attendersi un "rimbalzo" degli scambi, dopo la forte contrazione registrata nel 2012. C'è poi un terzo elemento segnalato dal Cresme: la disponibilità di reddito delle famiglie creata dall'estinzione di mutui accesi nei due decenni precedenti.

«Questa liquidità - assicura Lorenzo Bellicini, amministratore delegato del Cresme - dopo circa due-tre anni viene in larga parte ridestinata alla casa, che resta l'investimento preferito». Non si tratta di poco: a livello nazionale, i mutui che si estinguono tra il 2008 e il 2015 metteranno nelle tasche delle famiglie 9,8 miliardi di euro; e saranno 5,16 i miliardi "liberati" tra il 2016 e 2021. Il mercato edilizio e abitativo della Capitale, in quanto prima piazza immobiliare d'Italia, potrebbe beneficiare di una consistente quota di tale liquidità.

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L'altro significativo elemento positivo è la domanda abitativa, che resta forte e che anzi cresce per il continuo incremento di popolazione, sia a Roma sia nella provincia. Nel periodo 2001-2011 il Cresme indica un aumento di 120mila famiglie (stima prudenziale rispetto al dato Istat, provvisorio, di 145mila unità). In sintesi, stima il Cresme, «le condizioni di base del mercato sono andate rapidamente riequilibrando, e vi sono oggi gli elementi base per una dinamica più positiva ai primi segni di inversione del ciclo economico recessivo». «Nella seconda parte del 2013 - si legge sempre nello studio - si attende una ripresa contenuta delle compravendite, che andrà rafforzandosi nel 2014».

A Roma non c'è nessuna bolla immobiliare - ha voluto ribadire Eugenio Batelli, presidente dei costruttori romani –. Il calo del mercato, congiunturale e ciclico, è iniziato a metà del decennio scorso ed entro il 2013 ripartirà». Insomma, il mercato immobiliare romano è una molla carica, bloccata solo dalla difficoltà di accesso al credito.

È per questo che l'Acer ha proposto l'istituzione del"certificato di risparmio casa" con lo scopo di rimettere in moto il sostegno delle famiglie. Si tratta dello stesso tipo di strumento che a livello nazionale l'Ance, ha promosso e sta mettendo a punto con Abi, Cassa depositi e prestiti e ministero dello Sviluppo economico. «Siamo vicinissimi all'intesa, anche le banche sostengono che questo meccanismo possa essere concretizzato», ha confermato il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, dopo l'anticipazione del «Sole-24 Ore» (si veda articolo a questo link ). Il progetto è di emettere covered bond sottoscritti da investitori istituzionali, a partire da Cdp.


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