Lavori Pubblici

Pompei, le accuse del Gip all'ex Commissario Fiori e alla Caccavo Srl

Anzichè predisporre opere in grado di arrestare il degrado degli scavi di Pompei e consentirne la
fruizione ai visitatori, l'ex commissario straordinario del sito archeologico Marcello Fiori si preoccupò di curare l'allestimento scenico del Teatro Grande e di acquistare attrezzature mobili per spettacoli teatrali: di qui l'accusa di abuso di ufficio che gli viene mossa dalla procura di Torre
Annunziata (Napoli).
Fiori (si veda la notizia di questa mattina ) è accusato in particolare di avere assegnato alla società Caccavo srl un appalto di 4.840.000 euro oltre Iva «sebbene - scrive nell'ordinanza il gip Claudio Marcopido - si trattasse di opere non indispensabili e completamente differenti da quelle oggetto degli originari contratti di appalto».
Il decreto con il quale, nel luglio del 2008, era stato sancito lo stato di emergenza per l'area archeologica di Pompei, imponeva infatti al commissario straordinario solo «l'attuazione di misure dirette alla messa in sicurezza e salvaguardia dell'area archeologica, tra cui la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado dei beni archeologici e consentirne la piena fruizione ai visitatori».
L'appalto da lui affidato alla Caccavo srl, invece, riguardava «l'allestimento scenico del
Teatro Grande e la fornitura di attrezzature». Il commissario, secondo il gip, lo assegnò inoltre «facendo ingiustificato e immotivato ricorso ai suoi poteri straordinari di deroga e quindi senza ricorrere alle procedure di evidenza pubblica».


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