Lavori Pubblici

Un risultato collettivo raggiunto con tenacia

Giorgio Santilli

Un conto è annunciare grandi opere, un conto è realizzarle, facendo un passo avanti dopo l'altro, con tenacia, sugli aspetti finanziari e progettuali, così come sul territorio. Sulla Tav Torino-Lione il percorso garantito dall'attuale Governo è stato notevole e dovrebbe chiudersi con una decisione del Cipe (slittato al 18 febbraio) che metterebbe il sigillo finale – l'approvazione del progetto definitivo – a un anno decisivo per portare l'opera a un punto di non ritorno.

L'iter ordinario previsto sarebbe, in realtà, più lungo e arriverebbe al Cipe solo a fine anno, ma è probabile che il Governo voglia "marchiare" l'opera e metterla in sicurezza di fronte a possibili cambiamenti di maggioranza.

Per lo più lontano dai riflettori – ma con alcuni solidi paletti conficcati nel terreno direttamente dal premier Monti, per esempio quell'«andiamo avanti» della conferenza stampa del 2 marzo 2012 – il Governo Monti ha fatto le mosse giuste. Ovviamente bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e al Governo Berlusconi quel che è del Governo Berlusconi, cioè due passaggi importantissimi: l'alleggerimento del progetto con la versione «low cost» voluta da Giulio Tremonti (facendo un falò delle ipotesi faraoniche messe in campo da Mario Virano con l'accordo di Pra Catinat); l'accordo raggiunto con il governo francese dall'ex ministro Matteoli per ridefinire la quota del finanziamento e superare le resistenze transalpine.

Monti, Passera e Ciaccia hanno aggiunto tre paletti che portano il progetto lontano dall'incertezza in cui versava solo un anno fa: il progetto definitivo; un dialogo con il territorio che ha di fatto reso minoritaria la protesta no-Tav; il reperimento con la legge di stabilità delle risorse necessarie a coprire la quota del finanziamento a carico dell'Italia. Resta da completare la ratifica dell'accordo con la Francia.


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