Lavori Pubblici

Infrastrutture, il rapporto Oti (Assolombarda): opere nel Nord-Ovest in pesante ritardo

Marco Morino

Pesano i tempi lunghi delle procedure ma soprattutto le difficoltà a reperire capitali privati e finanziamenti bancari: Pedemontana Lombarda, Tem e M4 Milano, niente satrà pronto per l'Expo

Avanti di questo passo il Nord-Ovest si troverà alla paralisi. Con ripercussioni gravissime per la mobilità di merci e persone. Molte delle opere infrastrutturali strategiche per la "macro regione" formata da Piemonte, Liguria e Lombardia avanzano a rilento o sono in stallo. Per alcune (connessioni ferroviarie al nuovo tunnel di base del Gottardo, Pedemontana piemontese, nodo viabilistico di Torino) non è neppure possibile indicare con certezza la data di realizzazione delle opere. Per altre, i tempi di chiusura dei cantieri restano comunque lontanissimi, tra il 2020 e il 2025. In qualche caso anche oltre.

Tocca al rapporto Oti Nord-Ovest 2012 (Osservatorio trasporti infrastrutture), il report annuale curato da Assolombarda, Confindustria Genova e Unione industriale di Torino, sollevare l'ennesimo allarme sul ritardo infrastrutturale che pesa su una delle aree più industrializzate del Paese. Il report, presentato ieri in Assolombarda dal presidente Alberto Meomartini e dal vicepresidente Giuliano Asperti, esamina in modo analitico lo stato di avanzamento delle opere stradali e ferroviarie di importanza strategica per il Nord-Ovest.

In Lombardia, nell'ultimo anno, è stata completata un'opera, la ferrovia Saronno-Seregno, 11 opere hanno avuto avanzamenti mentre otto sono rimaste ferme. È ormai impossibile (si veda più sotto) che Pedemontana e Tangenziale esterna di Milano siano disponibili per il 2015, l'anno dell'Expo, nella loro interezza.
Si aggrava la fase di stallo per numerosi progetti ferroviari: la tratta ad alta velocità Brescia-Verona, le connessioni al tunnel del Gottardo, il nodo di Novara, il collegamento da nord a Malpensa, il potenziamento Rho-Gallarate, la linea 2 della metropolitana torinese.
Altrettanto si riscontra sulla rete stradale e autostradale del Nord-Ovest, in particolare per la Pedemontana piemontese, la tangenziale est di Torino, per Corso Marche, per alcune opere di accessibilità a Expo 2015. Anche per il nodo genovese l'ultimazione di numerosi lavori stradali e ferroviari slitta ben oltre il 2020.
Passo avanti invece per la Tav Torino-Lione. Il cda di Ltf (Lyon Turin Ferroviaire) ha approvato ieri (30 gennaio) il progetto definitivo della parte italiana della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia, da Bussoleno al confine di Stato. Il progetto verrà inviato alla commissione intergovernativa e, al termine dell'iter di Via (valutazione impatto ambientale), verrà sottoposto all'approvazione definitiva da parte del Cipe. Nei cantieri per la Tav Torino-Lione ci saranno mille posti di lavoro diretti all'anno, per dieci anni.

Due le ragioni principali dei ritardi: la complessità degli iter burocratici/amministrativi e la difficoltà a reperire i finanziamenti. Si tratta di progetti costosissimi, che richiedono una forte mobilitazione dei capitali privati accanto ai finanziamenti pubblici, sempre più esigui. «La situazione – dice Giuliano Asperti, vice-presidente di Assolombarda – obbliga a un ragionamento sulla fiscalità di queste opere. Le norme nazionali sui project bond, il credito d'imposta e le defiscalizzazioni vanno nella direzione più volte auspicata da Assolombarda e da Confindustria. Ma quanto fatto non basta. Infatti l'intervento sul credito d'imposta resta timido sotto diversi punti di vista, a partire dal fatto che vale solo per opere sopra i 500 milioni di euro e già aggiudicate: le autostrade lombarde ne sono pertanto escluse e in generale sono troppo pochi i casi concreti a cui si potrà applicare. Occorre maggior coraggio e un sostegno superiore alla redditività. Basta poco per stimolare gli investimenti in equity, fondamentali per attivare questi project financing. Va ricordato – aggiunge Asperti – che dal punto di vista del gettito fiscale l'indotto creato dall'infrastruttura potrà generare entrate di gran lunga superiori all'agevolazione concessa».
Gli industriali però non demordono. «La nostra linea – incalza Meomartini – è quella di insistere, chiamando tutti gli interlocutori coinvolti, pubblici e privati, a una forte assunzione di responsabilità per sciogliere i nodi che ancora rallentano la realizzazione delle opere».

M4, Tem e Pedemontana, niente sarà pronto per l'Expo
Niente linea 4 della metropolitana milanese, né Pedemontana Lombarda né Tangenziale Est esterna di Milano (Tem). Queste sono solo alcune delle opere infrastrutturali che non saranno realizzate in tempo per Expo 2015. Lo afferma Assolombarda, l'associazione che riunisce gli imprenditori milanesi, durante la prasentazione del rapporto Oti avvenuta, ieri, a Milano. «L'unica infrastruttura autostradale che sarà completata in tempo utile – dice il vicepresidente Giuliano Asperti – è la Brebemi (direttissima Brescia-Milano), per la quale i lavori sono già al 65% e dovrebbero concludersi entro il 2015 senza problemi».
E le altre autostrade? «Di Pedemontana - continua Asperti - sarà nel migliore dei casi completata solo la bretella di collegamento tra le autostrade A8 e A9; per quanto riguarda la Tem si dovrebbe riuscire a ultimare soltanto il cosiddetto arco Tem, cioè quel tratto di tangenziale che unirà la Cassanese alla Rivoltana per smaltire il traffico di Brebemi ed evitare che la nuova autostrada sfoci in aperta campagna».
Nubi si addensano sulla continuità finanziaria di Pedemontana e Tangenziale esterna: complessivamente occorre ancora reperire un miliardo di euro di capitale sociale e quasi 4,5 miliardi a debito sui mercati finanziari. Visti i tempi, con la crisi che continua a mordere, non c'è alcuna certezza che l'operazione vada in porto con successo.
Nemmeno la quarta linea della metropolitana milanese (M4) vedrà la luce entro il 30 aprile 2015, vigilia di Expo, mentre sono stati abbandonati i progetti per le vie d'acqua, per le vie di terra, per una sesta linea della metropolitana e per una variante della strada statale Varesina. Questi sono solo alcuni dei progetti che non prenderanno corpo in tempo per Expo 2015, mentre tra quelli a rischio slittamento Asperti individua «le aree a parcheggio, il collegamento tra la statale 11 e la Varesina» e altro ancora.
«Queste infrastrutture - commenta Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda - sono opere vitali per la Lombardia e, di conseguenza, per l'Italia, che è collegata all'Europa e al mondo tramite questa regione. Chiunque governerà il territorio lombardo troverà in Assolombarda un alleato critico e autocritico, ma in ogni caso si dovrà insistere, insistere, insistere per adeguare le nostre infrastrutture agli standard mondiali e restare competitivi. Basta con gli escamotage, le merci e i passeggeri in circolazione nel mondo sono in aumento e c'è necessità di servizi adeguati al loro trasporto».


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