Lavori Pubblici

Unioncamere: perse 7.427 imprese nel settore delle costruzioni

Più di 20 imprese in meno al giorno. È negativo per 7.427 unità il saldo delle aziende attive nel settore delle costruzioni nel 2012. Il bilancio di un anno drammatico per il settore, anche sul fronte dei nati-mortalità delle imprese, emerge dalla consueta indagine Movimprese, diffusa oggi da Unioncamere. Le imprese attive a vario titolo nel campo edile sono ora 894.028, un numero secondo solo al segmento del commercio. A soffrire di più sono stati gli artigiani, diminuiti di 11.858 unità a quota 571.336.

In generale il numero delle imprese attive in Italia è cresciuto, ma solo di 18.911 unità (+,31%), «il secondo peggior risultato del periodo considerato e vicino - dopo due anni consecutivi di recupero - a quello del 2009, l'anno peggiore dall'inizio della crisi», si legge nel rapporto.

«In questi anni - ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - le imprese italiane hanno fatto letteralmente dei miracoli per restare sul mercato. In tante, anche in assenza di vere politiche di sostegno, sono addirittura riuscite a migliorare le proprie posizioni e a rafforzarsi. Ma molte di più non ce l'hanno fatta e, con loro, si sono persi migliaia di posti di lavoro, per non parlare di competenze e tradizioni importanti».

Ora però, prosegue, «il tempo é scaduto, tra poco la politica avrà di nuovo in mano le sorti del paese e deve sapere che l'obiettivo primo e urgente della sua agenda deve essere quello di rimettere al centro dell'azione politica l'impresa, da cui dipende il lavoro, riducendo su entrambi i fronti la pressione fiscale in linea con le più competitive economie europee».


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