Lavori Pubblici

Corte dei Conti Ue: l'Italia ha sprecato i fondi per l'efficienza energetica in edilizia

Pierluigi Boda

La Corte dei Conti europea lancia l'allarme sulla qualità dei progetti di efficienza energetica negli edifici finanziati con fondi strutturali in Italia. Un'indagine svolta sui tre Paesi che negli ultimi anni hanno concentrato più fondi sul risparmio energetico (oltre all'Italia, Repubblica Ceca e Lituania), evidenzia che la pianificazione degli interventi non è basata sull'analisi dei settori in cui l'impatto sarebbe stato maggiore e che, nei 24 casi esaminati, manca una valutazione efficace del rapporto costi/benefici e un monitoraggio adeguato delle performance energetiche ottenute.
Soprattutto per gli edifici pubblici, ci si limita a verificare l'avvenuta installazione di doppi vetri, pannelli e tetti isolanti e altri dispositivi, dando priorità alla ristrutturazione degli spazi piuttosto che all'effettivo impatto sui consumi energetici. Non stupisce, dunque, che i periodi di recupero dell'investimento in media superano i 50 anni e che lo svolgimento di audit energetici spesso non sia previsto.
In Italia la Corte ha scelto di verificare progetti finanziati dal Programma Operativo Nazionale Energia 2007-2013, che concentra 764 milioni di Euro sull'efficienza energetica, e dal Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Regione Basilicata, che su questo obiettivo stanziava 17 milioni di Euro.
Secondo il rapporto, per il PON Energia si è scelto di privilegiare progetti dimostrativi, che mostrassero il potenziale di soluzioni e tecnologie innovative senza badare al rapporto costi benefici. Il periodo di recupero degli investimenti - che per i progetti del PON Energia la Corte ha quantificato tra i 288 ai 444 anni - non era quindi tra i criteri di selezione. L'unico progetto concluso entro fine 2011, realizzato all'Ospedale Cardarelli di Napoli, prevedeva risparmi annui per 1 milioni di Euro, che avrebbero consentito di recuperare l'investimento in 10 anni. Secondo la Corte i risparmi effettivi sono pari alla metà e il periodo di recupero (di conseguenza) quasi doppio (19 anni).
I rilievi mossi sul POR Basilicata 2000-2006 riguardano invece la valutazione delle performance energetiche, basata su stime più che su rilevamenti sul campo.
Nella sua replica ai rilievi della Corte, la Commissione Europea ha sottolineato come, soprattutto per l'edilizia pubblica, gli obiettivi di risparmio energetico si affiancano ad altre legittime priorità perseguite nell'ambito degli interventi di ristrutturazione. Ma la pubblicazione del rapporto rappresenta un monito importante per la definizione dei regolamenti e dei programmi per la fase 2014-2020, in cui sull'efficienza energetica dovrebbero confluire 17 miliardi di Euro di fondi strutturali, a cui si aggiungeranno le risorse per la ricerca.


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