Lavori Pubblici

«Nei lavori sul Gra di Roma danni agli edifici vicini». Il Pm chiede 7 rinvii a giudizio

I lavori di adeguamento nel tratto Cassia del Grande raccordo anulare di Roma hanno comportato, nel 2010, «gravissimi danni alle murature portanti» degli edifici di via Volusia. È convinta di ciò la Procura della Capitale che ha notificato a sette indagati, tra responsabili dell'Anas e delle società che hanno eseguito i lavori, l'avviso di chiusura accertamenti, attività che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

Concorso nella violazione dell'articolo 434 del codice penale (crollo colposo di costruzioni), il reato contestato dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e dal sostituto Maria Bice Barborini. Gli imputati sono Francesco Dell'Olio, direttore dei lavori Gra Cassia per Anas spa, Giuseppe Costanzo, responsabile legale della Vianini Lavori spa, Luciano Focolari, rappresentante legale della società Oberosler spa di Trento, Cecilia Simonetti, rappresentante legale della Saicam spa, Walter Lupi, presidente e collaudatore statico dell'opera, Antonio Tanzilli, coordinatore per la salute e sicurezza dell'Anas, e Eugenio Bosi, componente della commissione per il
Collaudo tecnico amministrativo.

Nel capo di imputazione si legge che a causa dei lavori, adeguamento a tre corsie e realizzazione dello svincolo di via Cassia, si «verificava l'accertato movimento del pendio ed il connesso scalzamento di sostegno del pendio sul quale erano costruiti gli edifici di via Volusia».
Una situazione che, per l'accusa, indusse il Comando provinciale dei vigili del fuoco, previo sopralluogo, a chiedere l'intervento della Protezione civile di Roma «per dichiarare l'inagibilità degli edifici ubicati in via Volusia identificatisi con i numeri civici 51, 61, 75, 77, 81 83, 85 e
87». Per gli inquirenti si tratta di «una situazione di pericolo supportata, tra l'altro, dalla presenza di un gigantesco traliccio, alto circa 25 metri, dove transitava corrente elettrica ad altissima tensione, pari a 150mila volt, posto in adiacenza alle abitazioni di via Volusia ed ubicato sul
pendio immediatamente prospiciente al Gra».
Il tutto, per la procura, tenuto conto «della circostanza - è detto ancora nel capo di imputazione - che non vi era nemmeno prova che l'ente committente Anas, ovvero le società appaltatrici avessero mai provveduto a predisporre adeguate misure di monitoraggio per verificare geologicamente i movimenti del terreno sul quale venivano eseguiti i lavori, nè tanto meno
se vi fossero dei danni per gli edifici».


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