Lavori Pubblici

Crisi del cemento: Cigs a Italcementi, esuberi alla Holcim

Si fa sempre più dura - a causa del crollo della domanda edilizia - la crisi del settore industriale del cemento. Ieri è stato chiuso l'accordo per 669 unità di Cassa integrazione straordinaria a Italcementi, mentre il colosso Holcim, filiale italiana, ha annunciato 180 esuberi su 540 addetti.

CIGS A ITALCEMENTI
Ratificato ieri pomeriggio al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l'accordo tra sindacati e Italcementi per il ricorso alla Cassa straordinaria per ristrutturazione dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2015 per un numero massimo di 669 lavoratori. Lo annunciano Fenea-Uil, Filca-Cisl e Fillea Cgil specificando che i dipendenti sono 4 in più, e cioè appunto «669 e non, come annunciato nei giorni scorsi 665, per l'aggiunta dei lavoratori della cava di Pontassieve a Firenze».
L'accordo prevede, spiegano i sindacati, «un sostegno al reddito di 550 euro al mese e welfare contrattuale (spese sanitarie e scolastiche) fino a mille euro per i figli a carico dei lavoratori
sospesi per piu' di sei mesi. Non chiuderanno i siti di Monselice, Broni e Trieste». Italcementi si impegna «a valutare la ripresa produttiva nei tre stabilimenti in relazione al mercato e, in particolare per Monselice, in rapporto anche alla pronuncia del Consiglio di Stato sulla legittimita' di procedere alla costruzione di un nuovo impianto».
La rotazione dei lavoratori, si legge nell'intesa, avverrà in relazione alle fungibilità professionali sull'intero organico e alle esigenze tecnico organizzative. «Punto fondamentale, questo, dal
momento che - concludono i sindacati - obbliga l'azienda ad applicare correttamente la rotazione».

ESUBERI ALLA HOLCIM
La direzione italiana di Holcim ha annunciato - sempre ieri, lunedì 14 genaio - in un incontro con le Rsu ed i sindacati, l'avvio di interventi sulla produzione e sull'intera struttura presente in Italia che comporteranno 180 esuberi (155 sul comparto cemento e 25 sul calcestruzzo), un terzo dei 540 addetti totali degli stabilimenti italiani del colosso mondiale del cemento e aggregati. Lo fanno sapere le segreterie regionali di Fillea Filca Feneal che illustrano il piano dei tagli e annunciano la mobilitazione generale.
Previsti in particolare 95 esuberi nello stabilimento di Merone «trasformato in centro di macinazione, mentre lo stabilimento di Ternate diventer centro unico del gruppo di produzione del clinker funzionando ad un solo turno al reparto insacco, dove gli esuberi saranno 23», raccontano in una nota Fillea Filca Feneal della Lombardia.
Chiuso il centro logistico di Morano Po, con 5 esuberi, mentre il «reparto manutenzione sarà unico e mobile spostandosi tra le varie unità produttive. L'intervento sulle strutture di supporto del gruppo comporterebbe 28 esuberi. Per quanto concerne il ramo di azienda Calcestruzzi, saranno chiusi gli impianti di betonaggio di Cairate, Lurate, Cergnago e sono in valutazione di chiusura gli impianti di Valenza Po e di Spinetta Marengo per un totale di 25 esuberi».
Per i sindacati «gli interventi previsti dall'azienda agiscono solamente sulla riduzione del costo del lavoro scaricando sui lavoratori e sulle loro famiglie il peso della crisi. Manca un piano industriale di rilancio del marchio Holcim in Italia, mancano gli investimenti sia produttivi che finanziari, manca un piano di intervento nell'ambito del settore commerciale per conquistare quote di mercato facendo leva sull'elevata qualit dei prodotti Holcim, mancano interventi per ridurre il costo dell'energia, che rappresenta il costo di produzione in assoluto più alto, non è stato annunciato alcun intervento sulla riduzione dei costi delle linee di credito per ottenere denaro dalle banche».
Per questi motivi «abbiamo respinto quanto l'azienda ci ha presentato e abbiamo proclamato lo stato di agitazione nel gruppo Holcim Italia».
La mobilitazione si articolerà con «il blocco delle prestazioni straordinarie e in flessibilità, la proclamazione immediata delle assemblee dei lavoratori e sciopero di 8 ore per turno per il 16 gennaio», con manifestazione regionale ed assemblea aperta dei lavoratori davanti alla portineria centrale dello stabilimento di Merone, alle 10».


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