Lavori Pubblici

Piano social housing in Algeria, posizione privilegiata per le Pmi italiane

Alessandro Arona

Il ministro plenipotenziario Massimo Rustico: «Il Governo vuole realizzare 800mila nuove abitazioni nei prossimi quattro anni. Saranno in massima parte di taglio piccolo, 50-60 metri quadrati, per fasce basse della popolazione»

Il piano statale di social housing in Algeria prevede investimenti per oltre tre miliardi di euro all'anno per quattro anni, e grazie al pre-accordo firmato con il governo italiano il 5 dicembre scorso, per la sua realizzazione ci sarà una strada privilegiata aperta per le imprese di costruzione italiane, soprattutto Pmi.
L'accordo sarà dettagliato nel corso della missione Governo-Ance ad Algeri in programma il prossimo 23-25 gennaio. La presenza delle grandi imprese italiane negli incontri del 5 dicembre scorso aveva tratto in inganno: il programma di social housing sarà occasione di business per le medie e piccole imprese, non le grandi. A fare il punto con «Edilizia e Territorio» è il diplomatico del Ministero degli esteri distaccato all'Ance come coordinatore delle attività all'estero dell'Associazione costruttori, il ministro plenipotenziario Massimo Rustico.

«Alcune grandi imprese di costruzione italiane – spiuega Rustico – ci hanno accompagnato il 5 dicembre non perché ci fosse un interesse specifico per il piano di social housing, ma solo perché è stato lo stesso Ministro dell'Urbanizzazione algerino, Abdelmajid Tebboune, a chiedere che fossero presenti le imprese già attive nel paese, per facilitare il dialogo. Ma è chiaro che il programma non interessa le grandi imprese, e invece sembra essere una grossa occasione per le Pmi di costruzione italiane».

Ci spieghi tutto dall'inizio, Ministro Rustico. Cos'è questo piano di social housing?
In relazione al forte fabbisogno di case dignitose nel paese, il Governo algerino vuole realizzare 800mila nuove abitazioni nei prossimi quattro anni, 200mila all'anno. Saranno in massima parte di taglio piccolo, 50-60 metri quadrati, per fasce basse della popolazione. E' calcolabile, ma si tratta per ora solo di una prima stima, che con i prezzi locali il costo di costruzione possa essere limitato in 350 euro al metro quadrato (dunque il piano di investimenti sarebbe di almeno 3,5 miliardi di euro all'anno, ndr).

Si tratta di un piano interamente finanziato dal governo algerino?
Sì sì, è un piano di edilizia statale. L'industria algerina delle costruzione non ce la fa a tenere un tale ritmo, questo è ben chiaro al governo locale. La cosa interessante è che hanno sollecitato espressamente la nostra partecipazione al programma, insieme alle imprese spagnole e portoghesi. Il Ministro dell'Habitat e dell'Urbanizzazione Abdelmajid Tebboune ha invitato il vice-Ministro Mario Ciaccia ad aggregarsi al vertice intergovernativo Italia-Algeria del 5 dicembre scorso (presente il premier Mario Monti) per preparare il terreno alla missione Ance di fine gennaio. E ha chiesto che partecipassero anche rappresentanti delle imprese di costruzione italiane al momento presenti in Algeria, che sono tutte grandi imprese. Agli incontri del 5 dicembre sul social housing ero presente anch'io, insieme al presidente Ance Paolo Buzzetti e al presidente del Comitato Ance Pmi all'estero, Carlo Ferretti.

Cosa è stato concretamente deciso?
I due ministri hanno firmato un memorandum of understanding (mou, protocollo di intesa) nel quale Italia e Algeria stabiliscono che: 1) ci sarà una collaborazione per la realizzazione del piano; 2) le imprese italiane lavoreranno in partnership con quelle algerine, con queste ultime sempre almeno al 51% nelle società miste; 3) l'Italia realizzerà 100mila alloggi (ma devo dire che su questo punto non è ancora chiaro se 100mila all'anno, che sarebbe il 50% del totale del piano, o 100mila in tutto, che sarebbe il 20%. Lo chiariremo a fine gennaio).

A chi interessa questo programma, alle grandi o alle piccole imprese italiane? Con quale modalità saranno assegnati gli appalti?
Alle grandi interessa poco. Saranno coinvolte soprattutto le piccole e medie imprese di costruzione italiane. Il tipo di appalti è da definire, comunque in tempi rapidi perché l'obiettivo del governo algerino è aprire i cantieri entro il 30 giugno prossimo. Ci saranno comunque corsie privilegiate per le imprese italiane: potrebbero essere gare riservate a loro, oppure gare a inviti (solo per loro), oppure ancora assegnazioni dirette, previa costituzione della joint venture con imprese locali. Sembra essere una grossa occasione per le Pmi italiane, sarà importante la missione del 23-25 gennaio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA