Lavori Pubblici

Costruttori contro Astral: la società regionale non paga, ritiri il bando

Giuseppe Latour

Il presidente di Ance Lazio Petrucci contesta alla società regionale che gestisce le strade di essere in debito di 50 milioni di euro nei confronti delle imprese locali chiedendogli di ritirare il bando da 2 milioni per la riqualificazione della Tiburtina

Una stazione appaltante pubblica un bando e le imprese ribattono: a queste condizioni non siamo più disponibili a lavorare. Paradossi della crisi, che si manifestano nel Lazio dove Astral, società regionale addetta alla manutenzione delle strade, non paga da tre anni lavori già cantierizzati ed eseguiti. Così il presidente dell'Ance Lazio Stefano Petrucci, alla notizia della pubblicazione di un nuovo bando, ha preso carta e penna e ha scritto a Tommaso Luzzi, alla guida della spa. Chiedendogli di fare un passo indietro e bloccare la gara.

«Anche se non lo avrei mai immaginato fino a qualche tempo fa, mi ritrovo a dover chiedere la sospensione delle procedure per la realizzazione dell'opera poiché ritengo assolutamente inutile e dannoso attivare nuove iniziative senza le dovute certezze economiche». Petrucci conclude così una missiva infuocata nella quale contesta ad Astral di essere in debito di 50 milioni di euro nei confronti del sistema delle imprese locali (clicca qui per scaricare la lettera ). E che questi crediti non liquidati stanno mettendo in ginocchio una quarantina di aziende.

«Da anni – scrive - Astral non paga i lavori eseguiti delle nostre imprese». Si tratta di decine di gare bandite per la manutenzione di infrastrutture strategiche per la mobilità locale. Come la Pontina, la Sora-Frosinone, l'ex strada statale dei Monti Lepini. Infrastrutture che, ad oggi, sono state pagate da privati a beneficio della collettività.

In queste condizioni la spa regionale ha bandito una gara per il proseguimento del programma di riqualificazione della Tiburtina. Un lavoro piccolo, da appena due milioni di euro, ma dal forte valore simbolico. «Le imprese già mi chiedono delle rassicurazioni sulla puntualità dei pagamenti, nel caso di eventuale aggiudicazione, che io, allo stato attuale dei fatti, non mi sento di fornire», prosegue Petrucci.

Per recuperare qualche euro la Regione ha provato a far rientrare Astral nel protocollo per la certificazione dei crediti lanciato due anni fa insieme all'associazione dei construttori. Questa operazione, però, «non ha avuto gli effetti sperati poiché le banche sono troppo esposte con Astral e con la Regione» e non sono disponibili ad accollarsi rischi ulteriori. Serve, insomma, denaro liquido da investire per pagare il buco della società. Altrimenti i prossimi bandi per la manutenzione stradale diventeranno materia per avventurieri. «C'è il rischio che solo operatori spregiudicati, dotati di risorse di dubbia provenienza, possano impegnarsi in un'operazione che si presenta incerte nei pagamenti».


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