Lavori Pubblici

Riserva di 95 milioni per 12 città individuate come zone franche urbane

Massimo Frontera

Iniezione di risorse per il piano città. Il programma governativo promosso dal viceministro delle Infrastrutture Mario Ciaccia conquista risorse per quasi 95 milioni.

Si tratta di risorse provenienti da programmi Pon (Reti e mobilità) che si aggiungono alla dote iniziale di 224 milioni attribuita al programma. L'annuncio arriva dallo stesso viceministro Ciaccia. La dote complessiva di risorse da considerare certe destinate al programma si avvicina dunque ai 320 milioni.

Da quanto si apprende dal ministero delle Infrastrutture, l'intera dotazione dei fondi sarà attribuita ai progetti che verranno selezionati nel corso della riunione della cabina di regia, in calendario questa settimana, il 18 e il 19 dicembre.

L'obiettivo è appunto di arrivare ad assegnare l'intera dote del piano città. «Stiamo lavorando per arrivare a una decisione entro i due giorni – informa il capodipartimento delle Infrastrutture, Domenico Crocco – ma non escludo che possa essere necessaria una coda nei primi giorni di gennaio» .

Le nuove risorse sono nel bilancio del ministero delle Infrastrutture ma sono allocate nel piano di azione e coesione gestito dal ministero della Coesione territoriale. Il titolare del dicastero, Fabrizio Barca, ha dato l'ok, su richiesta del viceministro Ciaccia e del ministro dello Sviluppo Corrado Passera. Tuttavia è stato posto il vincolo sulla destinazione alle sole città (individuate come zone franche urbane) all'interno delle Regioni dell'area "convergenza", cioè a 12 delle 22 città individuate come zone franche urbane (dalla delibera Cipe 14/2009) che si trovano in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria.

In questa interlocuzione con i tecnici della Coesione territoriale è però anche emerso che le risorse Fesr e Fas potenzialmente dirottabili sul piano città – pari a 3,5 miliardi complessivamente – risulterebbero già oggetto di una recente riprogrammazione, che di fatto le rendono indisponibili.

La cabina di regia – che rappresenta una sorta di "commissione di gara" – selezionerà le proposte finanziabili in base ad alcuni elementi prioritari. «Sarà privilegiata la capacità degli apporti economici di favorire l'immediata cantierabilità per il maggior volume di investimenti», anticipa Domenico Crocco.

In altre parole verranno assegnate le maggiori risorse ai progetti cantierabili in grado di sviluppare il maggiore investimento. «In tale quadro – prosegue Crocco – saranno applicati gli altri quattro sotto-criteri: riduzione della tensione abitativa; contrasto al degrado sociale; miglioramento infrastrutturale; miglioramento della qualità urbana».

Di questi quattro sotto-criteri, quello cui verrà dato il maggiore peso e considerazione, aggiunge sempre il capo dipartimento delle Infrastrutture, è quello della tensione abitativa.
Negli ultimi giorni dell'istruttoria delle 430 candidature, i tecnici del ministero stanno anche verificando che i progetti del piano città, presentati dai Comuni zone franche urbane, ricadano all'interno delle zone censuarie indicate dalla delibera Cipe nella perimetrazione di ciascun ambito urbano a fiscalità agevolata.

Dal ministero fanno inoltre sapere che delle 12 città zone franche, solo 10 hanno presentato progetti per il piano città e potranno, dunque, spartirsi i 95 milioni. Queste risorse rappresentano infatti anche una riserva cui le altre città non potranno accedere.

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