Lavori Pubblici

Cipe, 253 milioni per non fermare i cantieri del metrò C di Roma

Alessandro Arona

Dallo Stato 81 milioni, dal Campidoglio 158, dalla Regione Lazio 14. Il Piano Clini contro il dissesto idrogeologico al Cipe del 21 dicembre

Si chiude con la delibera Cipe di oggi (questa, almeno, è l'intenzione) il contenzioso tra ente appaltante e general contractor sul cantiere della linea C della metropolitana di Roma. Il governo ha infatti approvato una delibera che, su proposta del ministero delle Infrastrutture (vice-Ministro Mario Ciaccia), definisce un atto transattivo con la società appaltatrice Metro C Spa (a guida Astaldi, con Vianini Lavori, Ccc, Ansaldo Sts, Cmb) con la quale le liti - avviate nel 2007 - dovrebbero chiudersi a fronte del pagamento di una cifra pari a 253 milioni di euro. Somma che sarà coperta per 157,9 milioni dal Comune di Roma, 13,9 mln dalla Regione Lazio e 81 milioni dallo Stato (33,8 milioni revocati ieri dal Cipe alla tratta T2 Colosseo-Venezia-Clodio, molto indietro nei progetti e non finanziata salvo questi pochi soldi, e 47,3 milioni con assegnazione delle risorse rinvenienti dalle revoche di cui all'articolo 32, commi 2 Dl 98/2011).

Gli oneri complessivi per realizzare la linea C passano dunque da 3.486 a 3.706 milioni di euro, di cui 2.937 milioni per le tratte Pantano-San Giovanni-Colosseo in costruzione (la prima, Pantano-Lodi, dovrebbe essere pronta a fine 2013, la tratta Lodi-San Giovanni a metà 2014), e 769 per la tratta T2 Colosseo-Venezia-Clodio, la cui progettazione è però molto indietro, non èfinanziata, e potrebbe costare molto di più).

Il contenzioso si trascina dal 4 ottobre 2007, quando per la prima volta il general contractor fece domanda di arbitrato e richiese il riconoscimento di tutte le riserve iscritte nel registro di contabilità (riserve via via salite fino a 1,5 miliardi di euro). Le imprese chiedevano tra l'altro il riconoscimento di maggiori oneri, diretti e indiretti, inerenti la funzione propria del contraente general; maggiori oneri per specifiche attività di ingegneria dovute dal contraente generale, aggiuntive rispetto a quelle ordinarie; extracosti dovuti a «particolari incombenze antimafia richieste allo stesso contraente generale»; oneri connessi al prolungamento dei tempi contrattuali dell'affidamento; si contestavano le sanzioni pecuniarie contrattuali applicate da Roma Metropolitane nel corso del lavori.

Secondo il Comune di Roma (Roma Capitale) - nota al Cipe del 7 novembre 2012 - le controversie rischiavano ormai di rallentare se non di bloccare i lavori in corso, anche perché giudicate fondate da un collegio di difensori che assiste il Campidoglio.

«Con la decisione di oggi - ha potuto invece dichiarare il sindaco Gianni Alemanno - è possibile mantenere aperti i cantieri della metropolitana senza la sospensione dei lavori più volte
temuta».

La transazione - ha deciso il Cipe - dovrà comportare la rinuncia da parte del general contractor di ogni futura pretesa risarcitoria sul contenzioso in corso, ma non escluderà eventuali future pretese da parte dello Stato nei confronti di Roma Metropolitane (società appaltante del Comune di Roma) se fossero in futuro accertate responsabilità sui soggetti a cui spettava il dovere della corretta progettazione e della corretta gestione dei lavorie del rapporto con l'appaltatore.

Le altre decisioni Cipe

Il Cipe, inoltre, ha stabilito una riduzione di spesa pari a 19,1 milioni di euro a valere sul Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali e relativo a opere di interesse strategico. In tal modo sarà possibile dare certezza alla copertura finanziaria di precedenti assegnazioni disposte a favore della Strada Statale Jonica, del Porto di Ravenna e della metropolitana di Brescia.

Il Comitato ha anche preso atto della rimodulazione della prima fase del progetto definitivo del "Collegamento ferroviario Orte- Falconara con la linea Adriatica. Nodo di Falconara" dal costo di 210 milioni di euro alla nuova cifra coperta di 174 milioni (che corrisponde dunque a un primo stralcio funzionale) e approvato la variazione dei soggetti aggiudicatari degli interventi "Schemi idrici Regione Sicilia- Acquedotto Montescuro Ovest" e "Metropolitana leggera automatica Metrobus di Brescia

Sempre sul fronte delle infrastrutture, il Cipe ha dato parere positivo allo schema di Contratto di Programma 2012-2015 fra ENAC e la Società di gestione dell'Aeroporto di Cagliari (investimenti per 41,5 milioni di euro), che movimenta circa 3,7 milioni di passeggeri.

Fondo Sviluppo e coesione (Fsc). Il Comitato ha assegnato circa 4 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la coesione (FSC) per far fronte a obbligazioni giuridicamente vincolanti, assunte rispettivamente dal Ministero dell'istruzione, dell'università e ricerca con la Fondazione IDIS Città della Scienza di Napoli e dal Ministero dello sviluppo economico con l'ENEA.

Inoltre, il CIPE ha preso atto della riprogrammazione del Piano Attuativo Regionale (PAR) 2007-2013 della Regione Toscana, che prevede la rimodulazione di alcune linee di intervento con l'incremento di risorse per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e la valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione al cofinanziamento di 21 milioni di euro per il "Nuovo Auditorium - Teatro dell'Opera di Firenze". Per quest'ultima opera, il CIPE ha finanziato il 1° lotto del secondo stralcio, dal costo di 46 milioni di euro, di cui 15 milioni assegnati in via definitiva a valere sul Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali e relativo a opere di interesse strategico, 10 milioni a carico del Comune di Firenze e 21 milioni a carico delle predette risorse della Regione Toscana.

Infine, il Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha fornito al Comitato un'informativa in merito al contratto di servizio con Trenitalia Spa per il trasporto passeggeri su media e lunga percorrenza. A riguardo sono state fornite ulteriori indicazioni dal Viceministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Mario Ciaccia, il quale ha assicurato che fin dal prossimo CIPE saranno forniti chiarimenti sullo stato d'avanzamento dei contratti di programma "Infrastrutture e Servizi", che saranno poi definitivamente approvati entro fine gennaio.

Il Piano Clini
Il Piano per l'adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in
sicurezza del territorio sarà sul tavolo del Cipe il 21 dicembre, dopo una riunione preparatoria prevista per il 17.Inizialmente la discussione, ed un'eventuale delibera, era stata fissata per il Cipe di oggi pomeriggio, prima del Consiglio dei ministri.
Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini aveva inviato il Piano al Comitato interministeriale il 5 dicembre scorso, in occasione della Giornata mondiale del suolo, rilanciandone
alcuni aspetti fondamentali dalla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Doha in Qatar.
Tra i punti principali - delle linee guida della Strategia di difesa del territorio da alluvioni e cambiamenti climatici - che fanno parte del Piano (da 40 miliardi per 15 anni, circa 2,5 miliardi l'anno) c'è il divieto di abitare nelle zone ad altissimo rischio di alluvione e l'introduzione, attraverso un disegno di legge ad hoc, dell'assicurazione obbligatoria contro gli eventi meteorologici estremi per le costruzioni nelle aree più esposte. Tra l'altro anche la difesa delle città e la protezione delle coste e delle lagune, l'attivazione delle Autorità distrettuali di bacino idrografico, il recupero dei terreni abbandonati, la pulizia dei boschi usando il legname
raccolto anche come biomassa (una misura con effetti anche contro gli incendi).


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