Lavori Pubblici

Pietro Salini: Il rilancio arriverà dal focus sulle costruzioni e dalla diversificazione geografica

Carlo Festa

Il piano industriale del big delle costruzioni prevede, a fine 2015, una crescita dei ricavi del 10% a 3,3 miliardi.

Salini avvia la sua nuova strategia su Impregilo. Il Cda del general contractor, guidato da Pietro Salini e presieduto da Claudio Costamagna, ha approvato il nuovo piano industriale 2013-2015, che tra i suoi principali obiettivi prevede nel periodo una crescita dei ricavi di «oltre il 10%, superando i 3,3 miliardi di euro nel 2015, focalizzandosi sulle sole costruzioni».

Il focus sulle costruzioni. Così la creazione di valore sostenibile e il total return per gli azionisti sarà allineato, secondo le attese del Cda, ai migliori gruppi assimilabili europei, con il target di Roe (il return on equity, cioè l'indice di redditività del capitale proprio) stimato al 14% e il pay-out ratio superiore al 40%. L'incidenza del margine operativo lordo e dell'Ebit sui ricavi, secondo la società, «è attesa in sostanziale miglioramento, sopra il 12% e l'8%».

La raccolta ordini è prevista oltre i 10,5 miliardi, così come il portafoglio ordini è atteso in aumento «del 16%, raggiungendo oltre 12,5 miliardi a fine 2015». Impregilo, sotto la guida di Salini, procede dunque nell'uscita dalle concessioni focalizzandosi sulle costruzioni. L'obiettivo finale resta l'integrazione definitiva tra Salini e Impregilo, che per ora resta un sogno per la ferma opposizione dell'azionista Beniamino Gavio. Quest'ultimo non si dà infatti per vinto e ha depositato un nuovo ricorso contro la sentenza del Tribunale con la quale il giudice lo ha stoppato, stabilendo che l'assemblea di luglio che ha incoronato Salini socio di controllo di Impregilo è stata corretta e senza irregolarità nella raccolta delle deleghe.

L'espansione geografica. Sono ambiziosi i numeri che Salini mette in evidenza per convincere il mercato della bontà della propria strategia in opposizione a Gavio. Il flusso di cassa atteso nel periodo 2013-2015 da Impregilo dalle cessioni e da proventi straordinari netti si attesterà a circa 1,5 miliardi di euro e gli investimenti industriali supereranno gli 800 milioni nell'arco del piano.

Impregilo avrà quattro pilastri. In primo luogo il «ritorno all'eccellenza nel core business delle costruzioni di grandi opere con l'obiettivo di conseguire la leadership globale». Al termine del triennio 2013-15, il gruppo ha previsto un sostanziale raddoppio del volume di affari del business delle costruzioni (3,3 miliardi a fine 2015) rispetto al 2011 derivante, ha spiegato il Cda, «da un approccio selettivo all'acquisizione di nuovi progetti di grandi dimensioni e dal consolidamento della presenza geografica in Paesi in crescita e nei Paesi ad alta potenzialità».

E proprio la diversificazione geografica è il secondo pilastro del piano, che si può avvantaggiare dell'accordo con Salini. Gli altri due cardini sono la gestione attiva del patrimonio e la ridefinizione del modello organizzativo per la gestione centralizzata del business e dei rischi. Secondo le linee guida del piano industriale di Impregilo, il mercato globale delle costruzioni continuerà a crescere, seppure con velocità differenziate nelle diverse aree geografiche, ovvero, con tassi del 17% circa in America Latina, del 5% all'anno in Nord America e Europa Occidentale, e del 10% all'anno in Africa e Medio Oriente. Soprattutto l'America Latina resta un'area di prevedibile forte espansione: in Cile, Colombia e Brasile. In quest'ultimo Paese resta valido l'accordo con la Primav della famiglia Almeida per cogliere le opportunità nelle costruzioni derivanti dai Mondiali di calcio e dalle Olimpiadi.

Sarebbe inoltre, secondo indiscrezioni, vicina la vendita del rimanente 6,5% in Ecorodovias, per il quale ci sarebbero state alcuni manifestazioni d'interesse, dopo le dismissioni degli ultimi mesi: il 19% già acquisito dalla Primav stessa e il 3,74% venduto a Btg Pactual. Ma prima di avviare la cessione del 6,5%, il nuovo acquirente dovrà avere il gradimento della famiglia Almeida. L'altra opportunità sarebbe cedere la quota di Ecorodovias a piccole dosi sul mercato azionario brasiliano.


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