Lavori Pubblici

Famiglie in crisi, investimenti immobiliari a -45% in cinque anni

Le compravendite di case, la richiesta e la concessione di mutui e quindi l'apertura di nuovi cantieri, hanno subito un fortissimo ridimensionamento, tanto che per il comparto residenziale il calo di investimenti tra il 2008 e il 2012 è stato intorno al 45%. La fotografia è stata scattata dal Censis nel consueto Rapporto annuale.

La conseguenza e' che negli ultimi cinque anni la caduta degli investimenti nel settore delle costruzioni è stata dell'ordine del 25%. Per quanto riguarda il mercato immobiliare, in termini di scambi il 2012 potrebbe attestarsi su numeri persino inferiori a quelli del 1996 (nell'ordine delle 485.000 transazioni), tornando cosi' ai valori precedenti a quelli del ciclo espansivo che arrivo' nel 2006 a registrare il picco di 870.000 compravendite.

Si è drasticamente ridotto il numero di famiglie che accendono un mutuo per comprare una casa: nel periodo 2008-2011 il numero di mutui per l'acquisto di abitazioni è diminuito di oltre il 20% rispetto al quadriennio 2004-2007, spiega il Censis. Nel primo semestre del 2012, la domanda di mutui ipotecari ha fatto registrare un'ulteriore contrazione del 44% rispetto all'analogo periodo del 2011.

Eppure esiste una notevole domanda potenziale, sia pure compressa dalla crisi. Secondo il Censis nel 2012 ci sono 907.000 famiglie intenzionate a comprare casa: erano 1,4 milioni nel 2001, in pieno ciclo positivo, sono poi scese a circa 1 milione nel 2007 e il consuntivo per il 2011 e' stato di 925.000. Nel 2011 le famiglie che sono riuscite a realizzare l'acquisto sono state il 65,2%, ma quest'anno scenderanno al 53,5% (il 45,7% nei comuni capoluogo).

Un terzo delle famiglie in cerca di casa richiede un immobile ad alta efficienza energetica, di classe A o B. Dal punto di vista dimensionale, prevale la richiesta di tagli medi e piccoli: nel 2011 monolocali e abitazioni con meno di 50 mq hanno rappresentato ben il 35% del numero totale di compravendite, nei capoluoghi del Nord-Ovest questa percentuale sale addirittura al 43%.


© RIPRODUZIONE RISERVATA