Lavori Pubblici

Vertice Italia-Francia sulla Tav: avanti senza ripensamenti. Pedemontana-Tem, c'è un Piano B dopo il flop dell'asta

Maria Chiara Voci e Sara Monaci

Chiarita la decisione di procedere la fase operativa passa in mano ai due Parlamenti che dovranno ratificare i contenuti del trattato siglato a gennaio 2012 fra i ministri dei trasporti italiano e francese e alla Conferenza intergovernativa, che già il prossimo 14 dicembre dovrà accendere il semaforo verde per la prima gara della Torino-Lione

Torino-Lione, avanti tutta e senza più ripensamenti. È un forte impegno politico della volontà di Italia e Francia di realizzare l'alta capacità ferroviaria fra il capoluogo piemontese e la capitale della Rhone Alpes quello che è emerso a Lione, dal vertice binazionale fra il premier italiano Mario Monti e il presidente francese Francois Hollande. Dopo una lunghissima fase di stallo, che è seguita negli ultimi sette anni allo stop imposto dalla popolazione della Valsusa nel dicembre 2005 (quando gli operai erano stati costretti ad abbandonare il cantiere di esplorazione di Venaus, lato italiano) e al ripensamento del tracciato dell'opera sul versante piemontese, l'accelerazione degli ultimi mesi per arrivare a impegni certi sull'infrastruttura è culminato in una dichiarazione congiunta sottoscritta dai due Paesi.

I Governi (insieme a Monti e Hollande erano moltissimi i ministri presenti) hanno così fugato ogni dubbio sulle intenzioni, almeno per la tratta internazionale, che in gran parte è costituita dal lungo tunnel di base di 57 km e da un costo che oscilla fra 8,2 e 8,5 miliardi. Chiarita bene la decisione di procedere a spron battuto, ora la fase operativa passa in mano ai due Parlamenti (che dovranno ratificare entro breve i contenuti del trattato siglato a gennaio 2012 fra i ministri dei trasporti italiano e francese) e alla Conferenza intergovernativa, che già il prossimo 14 dicembre dovrà accendere il semaforo verde per la prima gara (dopo le discenderie) della Torino-Lione.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono i punti affrontati dal summit di Lione e quali le prossime tappe che dovranno essere raggiunte.

RATIFICA TRATTATO INTERNAZIONALE ITALIA-FRANCIA
I due parlamenti, italiano e francese, devono a tutt'oggi ratificare l'accordo binazionale sottoscritto dal ministro Corrado Passera e dall'omologo francese lo scorso gennaio. Il documento contiene gli impegni per il proseguimento nell'iter dell'infrastruttura e mette nero su bianco le quote di partecipazione di Italia e Francia per la sezione comune del collegamento, al netto del contributo europeo. In Francia, il Governo ha già trasmesso il disegno di legge al Parlamento. In Italia, concluso l'iter di esame all'interno dei ministeri, il ddl dovrà passare al vaglio del Consiglio dei Ministri. Passaggio che è atteso dopo l'ok alla legge di stabilità.

CREAZIONE DEL NUOVO ENTE PROMOTORE DEL CANTIERE
Come ha ribadito il presidente Hollande, uno dei primi impegni sul cammino della Torino-Lione sarà "la creazione entro il 2013 di un soggetto in grado di portare avanti l'esecuzione del cantiere". L'organismo, a presidenza francese e direzione italiana, sarà composto da un consiglio di amministrazione composto da una decina di persone e avrà al suo interno anche un rappresentante della Commissione Ue. Sostituirà Ltf, la società deputata alla progettazione.

PRIMA GARA DEL TUNNEL DI BASE
La Conferenza intergovernativa di dicembre avrà il compito di dare il via libera alla gara per la realizzazione dell'ulteriore sondaggio esplorativo, lato Francia, fra la discenderia di Saint-Martin-La-Porte e La Praz. In tutto 9 chilometri (già progettati da Ltf in fase definitiva) con un costo previsto di circa 400 milioni, che formalmente sono ancora inseriti nella fase progettuale (infatti sono cofinanziati dall'Ue al 50%), ma che rappresentano già un'anticipazione di una delle due canne del tunnel di base.

IMPEGNO PER IL COFINANZIAMENTO
In sede di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, Monti e Hollande si sono impegnati a fare pressioni per ottenere l'innalzamento dell'impegno da parte dell'Europa dal 30% attuale al 40%. «Nello scenario peggiore - ha spiegato comunque il commissario del Governo italiano per la Torino-Lione Virano - si manterrebbe la contribuzione attuale al 30%. Vedremo nell'ambito dell'approvazione del bilancio Ue 2014-2020 quale sarà il monte complessivo destinato alle infrastrutture, cosa si deciderà in sede di Consiglio europeo. Magari ci si metterà d'accordo sul 38%. Comunque la Commissione europea ha presentato l'ipotesi del 40% e il Parlamento è d'accordo».

RADDOPPIO FREJUS
Il vertice di Lione ha infine confermato l'intenzione, già annunciata dalla Francia, di trasformare il cantiere aperto per la realizzazione della canna di sicurezza del tunnel del Frejus in un effettivo raddoppio del traforo. Una decisione che va in controtendenza rispetto alle annunciate intenzioni di rafforzamento del trasferimento modale gomma-ferro e della decisione, che arriva sempre dal vertice, di procedere con l'attuazione a regime dell'autostrada ferroviaria alpina, per il trasferimento dei tir su binari.


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