Lavori Pubblici

Non fare opere prioritarie costerà 500 miliardi

Ammontano a quasi 500 miliardi i «Costi del non fare» le infrastrutture prioritarie che il Paese potrà sostenere in 16 anni, dal 2012 al 2027. Lo stima il rapporto annuale dell'Osservatorio
«I Costi del non fare», giunto alla settima edizione. Per evitarli occorrono investimenti in opere realmente prioritarie nei settori dell'energia, dei trasporti, dell'ambiente e della logistica, sottolinea il rapporto, ma anche una progettazione essenziale, attenta al contenimento
dei costi e la messa a sistema delle opere esistenti.
Guardando ai singoli settori, il rapporto evidenzia che sono oltre 110 miliardi i costi del non fare nel settore energia; maggiori i costi dell'inerzia nel settore dei trasporti dove il costo a carico della collettività, a causa della mancata realizzazione di autostrade e ferrovie, é di 230 miliardi; arretrato il settore ambientale dove non fare termovalorizzatori e non coprire il 50% della popolazione con depuratori ci costerebbe circa 55 miliardi; infine il mancato efficientamento del sistema logistico nazionale (porti e interporti) può generare costi per oltre 73 miliardi. La richiesta é di avere una riforma complessiva che definisca regole chiare e stabili: il giudizio di 30 top manager ed esperti del settore infrastrutture sull'efficacia dei recenti interventi normativi del Governo Monti é di «buone leggi ma poco focalizzate sulle reali priorità e non in grado di dare il necessario impulso allo sviluppo infrastrutturale del Paese».


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